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lunedì 10 novembre 2014

Torneremo tutti agricoltori, e sarà la nostra salvezza

Dal biologico alla bioeconomy, l’Italia agricola è in pieno boom, a colpi di saperi e di innovazione ( by LINKIESTA )

Forse ha ragione Nietzsche, forse la storia è davvero un eterno ritorno dell’eguale. Negli anni ’50 eravamo una terra di agricoltori diventati operai. Nel giro di vent’anni gli operai sono diventati impiegati. Il problema sono i figli degli impiegati, cui era stata promessa la luna di un lavoro creativo, senza cravatte, gerarchie, noia. E che, complice la crisi economica, si sono ritrovati, molto più prosaicamente, senza un lavoro. Molti di loro ancora non si sono rassegnati a cercare il loro personale eldorado nella giungla del terziario avanzato. Altri, invece, sono tornati al punto di partenza, ai campi e alla terra: nel 2013, le iscrizioni ai dipartimenti di agraria in tutta Italia sono aumentate del 40% circa.
Pauperismo, anti-capitalista? Decrescita felice? Niente di tutto questo. Al contrario, nel 2013, il valore aggiunto dell’agricoltura italiana è cresciuto del 4,7%, mentre il Pil italiano cadeva di quasi due punti percentuali. Nello stesso periodo, anche l’export agricolo italiano è cresciuto del 5%. A differenza di quel che è accaduto in altri settori, questa crescita ha avuto effetti benefici anche sull’occupazione. Nel secondo trimestre del 2014 - periodo  di calo del Pil, tanto per contestualizzare il dato – l’occupazione del settore agricolo è cresciuta del 5,6%.
I numeri di un primato
Dati sorprendenti, questi, ma non certo frutto di una strana e fortunata congiunzione astrale. Pochi se ne sono accorti, in questi anni, ma l’agricoltura è una delle poche vere eccellenze che sono rimaste a questo paese. Come ben racconta l’ultimo rapporto di Fondazione Symbola dedicato all’agricoltura, sono ben 77 i prodotti in cui la quota di mercato mondiale dell’Italia è tra le prime tre al mondo, 23 – pasta, pomodori, aceto, olio, fagioli, tra questi -  in cui è la prima.
primati agricoltura italiana
La nostra capacità di primeggiare è figlia, soprattutto, della grande qualità delle nostre produzioni. Non è un caso, peraltro, che non ci sia agricoltura in Europa – e poche al mondo – che abbiano una capacità di generare valore aggiunto quanto quella italiana. Da noi, un ettaro di terra, produce 1989 euro di valore aggiunto: ottocento euro in più della Francia, il doppio di Spagna e Francia, il triplo dell’Inghilterra.
valore aggiunto agricoltura italiana
Che ci crediate o meno, la nostra – con le sue 814 tonnellate di gas serra emesse per ogni milione di euro di prodotto - è anche una delle agricolture più “pulite” d’Europa. Molto più di quella inglese, ad esempio, che di tonnellate ne emette 1935, o di Germania e Francia, rispettivamente 1.339 e 1.249. È anche una delle più sicure, nonostante tutto: lo scorso anno, solo lo 0,2% dei prodotti agricoli made in Italy ha presentato residui chimici con valori oltre la norma. In Europa questa percentuale è salita all’1%, sino ad arrivare all’1,9% della Francia e al 3,4% della Germania.
residui chimici agricoltura ita
Altro dato piuttosto sorprendente è la nostra primazia nell’economia delle produzioni biologiche. Nessun paese Europeo ha tanti produttori quanti ne ha l’Italia, che ne può contare ben 43.852, il 17% di tutti i produttori europei. Se allarghiamo lo sguardo oltre i confini continentali, siamo anche sesti al mondo per ampiezza delle superfici a biologico, che crescono a un ritmo di 70mila ettari l’anno.
biologico ita
Chiamatela bioeconomy
Il risultato di quest’eccellenza è il frutto dell’innesto di menti giovani e di pensieri innovativi dentro mestieri antichi: oggi, un’azienda agricola su tre è guidata da persone che hanno meno di trentacinque anni.  Non ci sono solo loro e non c’è solo l’anagrafe, tuttavia. L’intreccio con nuovi saperi e nuove tecnologie sta davvero cambiando i connotati all’agricoltura: «Un tempo agricoltura era sinonimo di coltivazioni con finalità alimentari, oggi non è più così», spiega Gianluca Carenzo, Direttore del Parco Tecnologico Padano di Lodi, centro di eccellenza nel settore delle biotecnologie e dell’agroalimentare: «Oggi – continua - l’agricoltura è una piattaforma su cui si innestano molteplici tipi di industrie, dalla alimentare alla chimica, dall’energia al tessile».
Ciò di cui parla Carenzo ha un nome: si chiama bioeconomy e comprende tutte le produzioni sostenibili di risorse biologiche rinnovabili e la loro conversione, come ad esempio quella dei flussi di rifiuti in cibo, mangimi, o prodotti bio-based, come le bioplastiche, i biocarburanti e bioenergia. Un macro-settore, questo, che seppur neonato in Italia vale già 241 miliardi di euro e occupa 1,6 milioni di persone. Al suo interno sono nate e crescono colossi come Novamont o piccole realtà innovative come Bio-on,  giovane impresa modenese che produce plastiche dagli scarti della lavorazione delle barbabietole da zucchero e che venerdì 23 ottobre 2014 si è quotata con successo in Borsa, nel listino Aim dedicato alle piccole e medie imprese. O ancora, come la bioraffineria di Beta Renewables di Crescentino, in provincia di Vercelli, la prima di seconda generazione al mondo, che produce 75 milioni di litri di etanolo l’anno usando soltanto le biomasse di scarto – paglia di riso, soprattutto - disponibili in un raggio di 70 km dallo stabilimento.
«Nelle start up che incubiamo nel Parco Tecnologico Padano – spiega ancora Carenzo – lavorano assieme giovani laureati in agraria, ingegneri, informatici. Il loro potenziale innovativo sta tutto nel mix delle diverse competenze». Due anni fa, il Parco ha lanciato il concorso Alimenta 2 Talents, finalizzato a offrire formazione, risorse e le competenze dei ricercatori del Parco alle più innovative startup del settore. Tra i finalisti del 2013 ci sono realtà come Orange Fiber, che crea tessili sostenibili da rifiuti di agrumi – 700mila tonnellate solo in Italia - utilizzando le nanotecnologie. O come The Algae Factory che produce pasta, cosmetici e altri prodotti a base di alga spirulina. O, ancora, come Coffee Reloaded, che si occupa di usare i fondi di caffè – in Italia ne vengono consumati 45 quintali al giorno – come fertilizzanti.

Sia che si parli di agricoltura per uso alimentare, sia che si parli di bioeconomy, l’Expo dell’anno prossimo potrebbe davvero essere un trampolino di lancio: «Siamo crescendo – spiega ancora Carenzo – anche se ci muoviamo senza alcuna strategia nazionale sul tema». Per Expo, continua, «dobbiamo farci trovare pronti: è una straordinaria occasione per capire se e come potremo declinare le nostre tecnologie in un contesto globale che ci pone tante domande. Una su tutte, come si possono sfamare, vestire, riscaldare nove miliardi di persone senza distruggere il pianeta». Forse la nuova agricoltura non salverà solo l’Italia, insomma.

giovedì 30 ottobre 2014

La Voce degli Anziani : Pensioni, ecco come si calcola la quota 96

by Pensioni Oggi
Per via delle tante deroghe alla Riforma Fornero resta ancora attuale il sistema delle quote per la pensione di anzianità prevista dalla disciplina previdenziale in vigore sino al 31 Dicembre 2011.
Nonostante l'introduzione della Riforma Fornero dal 1° Gennaio 2012, provvedimento che ha di fatto abolito la pensione di anzianità, moltissimi lavoratori continuano ad avere necessità di mantenere un occhio rivolto alla vecchia disciplina pensionistica. Ciò per via delle tante deroghe previste al Dl 201/2011 che consentono a diversi lavoratori la possibilità di fruire, per l'appunto, delle vecchie regole previdenziali. Sono moltissimi infatti i quesiti dei lettori che chiedono come funzionava la quota 96, quella valida sino al 31 dicembre 2012, per perfezionare la pensione di anzianità. Vediamo dunque quali erano i requisiti per accedere. 

La quota 96 si determina con il perfezionamento di un requisito anagrafico minimo di almeno 60 anni di età ed uno contributivo di almeno 35 anni di contribuzione. Nei fatti la quota 96 si può raggiungere o con 60 anni e 36 di contributi oppure con 61 anni e 35 anni di contributi. Ma possono essere fatte valere anche le frazioni di quota. Cioè è possibile sommare 60 anni e 6 mesi con 35 anni e mezzo di contributi. Non è possibile invece sommare ad esempio 59 anni e 37 di contributi, oppure 34 anni di contributi e 62 anni di età. I requisiti sono validi per i lavoratori dipendenti (del settore privato o pubblico), quindinon per gli autonomi, e vanno perfezionati nel periodo temporale intercorrente tra il 1.1.2011 al 31.12.2012. Dal 2013 e sino al 2015 scatta infatti la quota 97,3 con un minimo di ben 61 anni e 3 mesi di età. 

Il requisito minimo contributivo di 35 anni per il raggiungimento della quota deve essere perfezionato escludendo la contribuzione figurativa per disoccupazione ordinaria e malattia.


Chi deve tenere sotto occhio la quota 96 - Con l'abolizione della pensione di anzianità la quota 96 è andata in soffitta ed è stata sostituita dalla pensione anticipata. Ma, come si diceva all'inizio dell'articolo, alcuni lavoratori devono tenere ben presente la vecchia normativa. Chi sono? Prima di tutto i lavoratori salvaguardati o potenziali tali. Infatti, per effetto delle tante deroghe alla Riforma Fornero (da ultimo quella in materia di sesta salvaguardia), le vecchie regole vengono, a talune condizioni, fatte "rivivere" in via eccezionale. Con la sesta salvaguardia, ad esempio, si stabilisce che coloro che, con la vecchia normativa pensionistica, avrebbero avuto l'apertura della finestra entro il 6.1.2016 possono, nei limiti delle risorse disponibili e dei profili di tutela ivi previsti, andare in pensione in deroga alla Riforma Fornero. Ecco dunque che un soggetto che ha maturato la quota 96 nel 2012 (e che avrebbe visto quindi l'apertura della finestra mobile nel 2013) potrebbe presentare istanza per l'ammissione al beneficio. 

In secondo luogo i lavoratori dipendenti del settore privato. Ai sensi dell'articolo 24, comma 15-bis del Dl 201/2011 chi ha raggiunto la quota 96 entro il 2012 potrà beneficiare del trattamento anticipato a 64 anni. Per le donne bastano anche solo 60 anni e 20 di contributi. 

Anche i quota 96 della scuola devono tener ben in evidenza tali requisiti. Anche se ad oggi la deroga in loro favore non è passata, nei prossimi tempi potrebbe essere riproposta. E in tal caso se la quota 96 è stata perfezionata entro la fine dell'anno scolastico 2011/2012 potrebbero essere ammessi al beneficio. Un'altra deroga è poi prevista per i prepensionamenti del pubblico impiego. 

Riforma Pensioni, nella sanità il pensionamento d'ufficio scatta a 65 anni
Pensioni, ecco le regole di pensionamento vigenti sino al 2011 


Leggi Tutto: http://www.pensionioggi.it/notizie/previdenza/pensioni-ecco-come-si-calcola-la-quota-96-88909#ixzz3Hd8F1qBj

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Bonus Ristrutturazioni ed Energia: ritenuta 8% nel...


Raddoppia la ritenuta d'acconto che banche e poste operano sui bonifici di pagamento dei lavori di ristrutturazione ed efficienza energetica agevolati: la misura nella Legge di Stabilità 2015.

I contribuenti che faranno nel 2015 lavori di ristrutturazione edilizia o di recupero energetico utilizzando le agevolazioni o usufruendo del bonus mobili, continueranno ad applicare le aliquote di detrazione fiscale 2014, prorogate dalla Legge di Stabilità, ma con raddoppio della ritenuta d’acconto: dal 4 all’8%. Lo stabilisce la manovra economica, all’articolo 44, comma 27.

=> Scarica il testo della Legge di Stabilità 2015

Detrazioni 50% e 65%

Le detrazioni edilizie, il bonus energia e il bonus mobili sono stati confermati nelle misure del 50 e del 65%, con le stesse regole del 2014 e senza far scattare le riduzioni previste dalla Legge di Stabilità dello scorso anno e gli articoli 14 e 16 del DL 63/2013.

Ritenuta d’acconto 8%

Il Ddl Stabilità 2015 va invece a cambiare l’articolo 25, comma 1 del Dl 78/2010, in base al quale nel momento con cui il contribuente effettua il bonifico all’impresa che ha eseguito i lavori, intendendo poi usufruire dell’agevolazione fiscale, la banca o Poste Italiane effettuano la ritenuta fiscale. Inizialmente era pari al 10%, poi era scesa al 4% nel 2011 e ora la Legge di Stabilità la riporta all’8% dal prossimo 1 gennaio.

=> Aumento IVA e tasse nascoste nella Legge di Stabilità

Attenzione: la ritenuta si trattiene solo nel caso in cui il contribuente intenda avvalersi delle detrazioni sulle ristrutturazioni e di conseguenza, nel momento in cui effettua il bonifico, segue tutte le indicazioni del caso (citando quindi gli estremi della legge che concede le detrazioni, il codice fiscale o la partita IVA del beneficiante, ecc.).
Sui bonifici per lavori non agevolati non si trattiene alcuna imposta. Si ricorda che il momento rilevante, ai fini fiscali, è quello in cui viene effettuato il pagamento e non quello in cui il beneficiario (l’impresa che ha eseguito i lavori), riceve la somma. Quindi, i bonifici effettuati entro il prossimo 31 dicembre continueranno ad avere la ritenuta al 4%, mentre dal primo gennaio, con l’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2015, l’aliquota salirà all’8%.

leggi La Voce degli Anziani : Bonus Ristrutturazioni ed Energia: ritenuta 8% nel...: ..

martedì 28 ottobre 2014

Farmaci: Lorenzin a Federanziani, si’ ad advisory ...

 (ASCA) – Roma, 21 mag 2014 – ”Si’ ad un Advisory Board sulle maculopatie. Il ministero ne fara’ parte”. L’annuncio del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, arriva a margine del ”Coordinamento aderenti e partecipanti FederAnziani‘ delle regioni del Centro Italia con oltre 1500 delegati, organizzato per la definizione delle linee guida per il III Congresso della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute del prossimo fine Novembre che vedra’ coinvolti 11mila partecipanti. ”FederAnziani e FIMMG auspicano la costituzione di un Advisory Board su maculopatie con tutte le Societa’ Scientifiche di oftalmologia, e con il coinvolgimento, oltre che del Ministero Salute, del CSS, dell’AIFA e dei NAS; le due organizzazioni ribadiscono che verra’ creataFederAnziani, la Federazione delle associazioni della terza eta’ e Giacomo Milillo, Segretario Generale della FIMMG. ”Il Ministero – ha detto Lorenzin – fara’ sicuramente parte dell’Advisory Board, perche’ e’ nello spirito sia della legge che del parere dato dal Consiglio Superiore di Sanita’ applicare la norma e farlo in sicurezza; Avastin va spacchettato sotto cappa, va realizzato nelle farmacie ospedaliere. Poi abbiamo la necessita’ di registrare quelli che sono gli effetti rispetto ad una grande platea nell’applicazione di un farmaco off-label e ritengo che sia anche nello spirito, tra l’altro, del mondo associativo e della difesa dei consumatori, che in questo caso non sono consumatori, ma sono i pazienti”.
 red/mpd 211238 MAG 14 NNNN
una locandina da distribuire nei 25.000 studi dei medici di medicina generale e nei 3600 centri anziani, e un numero verde riservato ai cittadini over 60, attraverso il quale, con il supporto dei medici, si possa rispondere ad un questionario cartaceo realizzato dall’Advisory Board. Grazie alle risposte dei pazienti sara’ possibile sapere quando il paziente e’ stato curato, da chi, con quale farmaco, se l’infiltrazione e’ stata effettuata in sala operatoria o meno e quali costi ha dovuto sostenere. Il nostro auspicio e’ che questo call center possa essere diretto dall’AGENAS, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali”. Spiegano Roberto Messina, Presidente di
Leggi tutto Sic - Sanità in Cifre
La Voce degli Anziani : Farmaci: Lorenzin a Federanziani, si’ ad advisory ...:

domenica 26 ottobre 2014

Una disposizione eccezionale della Riforma Fornero...


 
La riforma Fornero del 2011 ha previsto alcune deroghe in favore dei lavoratori dipendenti del settore privato. Si tratta della disposizione contenuta nell'articolo 24, comma-15 bis del Dl 201/2011 convertito con legge 214/2011 in cui si prevede che, in via eccezionale, i lavoratori e le lavoratrici dipendenti del settore privato iscritti all'Ago e alle forme sostitutive della medesima possono conseguire il trattamento anticipato al compimento di 64 anni di età in deroga alle nuove norme introdotte dalla Riforma Fornero. Per fruire della norma gli interessati devono aver raggiunto almeno 60 anni di età e 35 di contributi ed il contestuale perfezionamento della quota 96 (con le eventuali frazioni di anno) entro il 31 dicembre 2012. 
Per le lavoratrici dipendenti del settore privato i requisiti possono anche essere raggiunti con 60 anni di età e 20 di contributi sempre entro il 31.12.2012. 
Il vantaggio consiste dunque in un anticipo della pensione di circa 2 anni rispetto ai nuovi requisiti per il trattamento di vecchiaia come individuati dalla riforma Fornero, che come è noto, sono pari a 66 anni.
L'Inps ha di recente precisato che la normativa in questione è fruibile però solo dai lavoratori che alla data del 28 dicembre 2011 svolgevano attività di lavoro dipendente. Pertanto i lavoratori che abbiano perso il posto di lavoro e risultino inoccupati alla data del 28 dicembre 2011 sono esclusi dal beneficio. Così come restano esclusi i lavoratori del settore pubblico (ed linea generale tutti gli iscritti alle casse della gestione ex Inpdap indipendentemente dal tipo di lavoro svolto alla data del 28.12.2011; messaggio Inps 219/2013).
Nessuna perdita del beneficio invece nel caso in cui l'interessato a tale data avesse una sospensione del rapporto di lavoro (come ad esempio la cassa integrazione guadagni); ammessa anche dall'Inps la possibilità che il soggetto passi nella gestione autonoma o in altra categoria successivamente al 28 dicembre 2011. Quel che conta, secondo quanto precisato dall'Inps, è che alla data del 28.12.2011 il lavoratore avesse lo status di "lavoratore dipendente del settore privato". 
Però, nel caso in cui il lavoratore utilizzi contribuzione accreditata nella gestione autonoma, questi dovrà perfezionare i requisiti (piu' elevati) vigenti in tale gestione.
La Stima di Vita - Anche il requisito anagrafico di 64 anni si adegua la stima di vita Istat. Pertanto dal 2013 la pensione potrà essere conseguita in realtà a 64 anni 3 mesi e dal 2016 a 64 anni 7 mesi di età anagrafica. Per quanto riguarda il regime delle decorrenze anche questi lavoratori hanno ottenuto la disapplicazione della finestra mobile di accesso, quindi la decorrenza della prestazione pensionistica avverrà il primo giorno del mese successivo al perfezionamento del requisito.
Per il momento i lavoratori del settore pubblico, come già detto, sono rimasti esclusi dal beneficio. Diversi progetti di legge tuttavia premono affinchè la normativa sia estesa anche in loro favore.
Vai al Dossier dedicato alle Pensioni

 
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sabato 25 ottobre 2014

Lo Sblocca Italia blocca le ristrutturazioni a Napoli...

Chiesti gli oneri di urbanizzazione per le manutenzioni straordinarie che non comportano aumento volumetrico
Con l'intento di facilitare i frazionamenti e gli accorpamenti delle unità immobiliari, il Decreto Sblocca Italia 133/2014 con l'articolo 17 ha ampliato la definizione di manutenzione straordinaria, consentendo di realizzare accorpamenti e frazionamenti con il semplice strumento della comunicazione di inizio lavori (Cila) asseverata, anziché con il permesso di costruire. In questo modo la manutenzione straordinaria sconterebbe il contribuito commisurato agli oneri di urbanizzazione, restando esentata dalla quota relativa al costo di costruzione.
Sono interventi di manutenzione straordinaria, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso.
Con l'introduzione dell'art. 17  comma 1 lettera h, nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso, ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio

PRIMA DELLO SBLOCCA ITALIA. Le norme urbanistiche precendenti prevedevano invece che per effettuare accorpamenti e frazionamenti era necessario ricorrere al permesso di costruire che, oltre ad avere tempi molto più lunghi, consentiva ai comuni di chiedere gli oneri di costruzione non invece per la manutenzione straordinaria.
COSA SUCCEDE A NAPOLI? Una semplificazione utile dunque per il mondo dell'edilizia, se non fosse che, proprio sulla definizione di "manutenzione straordinaria", sono sorti diversi problemi di interpretazione, perché su questo punto lo sblocca Italia è stato interpretato da alcuni comuni come se la manutenzione straordinaria venisse gravata da oneri di urbanizzazione.
Il periodo dolente è quello dell' comma 1 lettera H nel quale si specifica che per gli "immobili di proprietà dello stato" nonché per gli interventi di "manutenzione straordinaria", il contributo di costruzione vien ridotto alla sola quota degli oneri di urbanizzazione qualora si attivino dei programmi di edilizia sociale.
Purtroppo alcuni comuni campani, soprattutto il Comune di Napoli, hanno interpretato in maniera estensiva l'articolo, ritenendo che gli oneri fossero dovuti invece nell'interezza per tutte le manutenzioni straordinarie. Così capita di richieste di oneri di urbanizzazione anche nel caso in cui la volumetria non venga aumentata. Ovviamente la norma ha lasciato interdetti i professionisti che ritengono improbabile il pagamento di oneri per opere che non alterano il carico urbanistico, come cambiare una finestra o spostare una porta, tanto che aspettano la versione definitiva dello Sblocca Italia, ora alla Camera, per presentare le Cila. Uno sblocca Italia in formato Sblocca Napoli.
Se a Napoli ora fai una richiesta di Cil base per qualsiasi manutenzione straordinaria -  spiega un lettore del capoluogo partenopeo - il Comune ti fa pagare gli oneri di urbanizzazione. Si parla all'incirca di 2 euro al metrocubo, circa 600 euro per un trilocale. Probabilmente l'articolo 17 è stato male interpretato dalle municipalità, causando però un grosso problema al settore edile napoletano. 
A MILANO QUESTIONE SOSPESA. Nella speranza che si tratti semplicemente di un errore di interpretazione, a differenza del capoluogo campano, il Comune di Milano ha optato per il non recepimento della norma «contestata» nel nuovo regolamento edilizio, decidendo di aspettare la conversione in legge e successivamente capire se si tratta di un problema interpretativo o se riguarda veramente tutti gli interventi di manutenzione straordinaria.
LINK La Voce dei Condomini BLOG di Leonardo Donofrio: Lo Sblocca Italia blocca le ristrutturazioni a Nap...:
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venerdì 24 ottobre 2014

Il bonus bebè diventa realtà: assegno da 960 euro. Ecco come richiederlo all’INPS

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Il bonus bebè prende forma definitiva: a partire dal primo gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2017 per ogni figlio nato o adottato verra riconosciuto un assegno di importo annuo di 960 euro erogato mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione. E’ quanto prevede il testo finale del ddl Stabilità. L’assegno non concorre alla formazione del reddito complessivo e il tetto di reddito per poterne usufruire è 90mila euro.
L’assegno, precisa l’articolo 13 del provvedimento, è corrisposto a domanda dall’Inps. Il beneficio, si legge, “verrà corrisposto fino al compimento del terzo anno d’età ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione, per i figli di cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea o di cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno e residenti in Italia e a condizione che i genitori abbiano conseguito, nell’anno solare precedente a quello di nascita del bambino beneficiario, un reddito determinato complessivamente non superiore a 90.000 euro. Il predetto limite reddituale non opera nel caso di nati o adottati di quinto o ulteriore per ordine di nascita o ingresso nel nucleo familiare”. Infine, l’articolo prevede che nello stato di previsione del ministero dell’Economia è istituito un Fondo con la dotazione di 298 milioni, per l’anno 2015, da destinare ad interventi a favore della famiglia.
Leggi http://www.retenews24.it/rtn24/societa/bonus-bebe-diventa-realta-assegno-960-euro-come-richiederlo-allinps/
Vedi anche: http://www.quifinanza.it/8883/foto/stabilita-comuni-regioni-in-rivolta-ecco-dove-andranno-a-colpire-i-tagli.html