Al netto dell'allegoria il Cavaliere dalla quarta votazione a maggioranza semplice, e con un centrodestra compatto e non si crede farebbe la fine di Prodi, anche perché Renzi potrebbe sostenerlo e non è credibile il segretario dell'IV, lo narra la sua storia, quando afferma che non voterà Berlusconi, e le capacità persuasive dell'ottuagenario sono notevoli. Altri nomi ricorrenti sono il dottor Sottile Amato, Craxiano della prima ora che dopo mani pulite lo stesso Ghino di Tacco ritenne un traditore. Un altro è P. Casini, Pierfurby è dal 1983 in Transatlantico, si è barcamenato tra DC, Ccd, Udc, adesso centristi per l'Europa. L'abitante del colle deve essere il garante della Costituzione ruolo svolto egregiamente da Mattarella, Ciampi e Pertini. Poi la storia darà torto ma i tre menzionati non rispettono l'identikit richiesto. La Cartabia si, cattolica, moderata e vicina a Comunione e Liberazione, CV importante prima donna presidente della Corte Costituzionale, la sua indipendenza e l'assenza d'organicità ai partiti ne fanno in questo momento storico il profilo migliore.
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giovedì 6 gennaio 2022
L'anno che verrà, i "re magi" della politica e la corsa al Quirinale
domenica 2 gennaio 2022
ENRICO CARLOTTO, PRIGIONIERO NEL CASTELLO DI SAN FELE
L’antico castello di San Fele del quale ora rimangono solo alcuni ruderi, fu costruito da Ottone I di Sassonia nel X secolo in funzione anti bizantina, poi importante nel periodo normanno tanto da ospitare anche Re Ruggero II D’Altavilla ed il Papa Onorio II, tra i suoi feudatari è ricordato un certo Tancredi di San Fele citato nel Catalogus Baronum nell’epoca dei re normanni Guglielmo I e Guglielmo II d’Altavilla. Il maniero in epoca sveva divenne luogo della temporanea prigionia di Enrico VII di Germania, figlio di Federico II. Un altro figlio dell’imperatore, Enrico Carlotto, venne confinato nel castello locale, questa volta per mano del fratello Corrado IV.
martedì 28 dicembre 2021
DISABILITA' ED INCLUSIONE SOCIALE : UNA SFIDA COMUNE
Il 30 Dicemre 2021 alle ore 16:00 presso la sala D.M. Corso Umberto I° San Fele (PZ) si terrà la presentazione del libro DISABILITA' ED INCLUSIONE SOCIALE : UNA SFIDA COMUNE
giovedì 2 dicembre 2021
RETE FOGNANTE A SAN FELE ANNO 1933
La prima rete fognante a San Fele venne costruita nel 1933,
quando entrarono in funzione le prime fontane pubbliche che distribuivano
l'acqua per il paese...La foto rappresenta le autorità locali con la madrina
sig.na Lucia Caputi intorno al fontanino del quartiere di Santa Lucia per
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domenica 14 novembre 2021
Les Mées, i Penitenti, il villaggio e il panorama
Tra Sisteron e Manosque,
nel cuore di una zona ricca di ulivi vicino al villaggio di Les Mées,
si erge un'imponente massa di pietra il cui aspetto evoca una
processione di personaggi incappucciati. Uno “scherzo” della geologia che,
come spesso accade, dalle sue stranezze – si pensi, sempre in Provenza,
alle démoilselles coiffées di Bédoin e di Pontis – fa nascere
leggende che si tramandano nei secoli.
lunedì 8 novembre 2021
C’era una volta il Monastero dei monaci PENTITI sul lato sinistro del TORRENTE BRADANO.
Il terremoto del 1980, che ha completamente raso al suolo il Monastero (A.N.1890, ma non è esclusa una sua precedente frequentazione) provocando danni materiali e soprattutto immateriali riguardanti l’aspetto emotivo.
Il monastero dei
monaci penitenti è un tipo di vita spirituale che si protegge contro le tante
tentazioni della vita quotidiana, immergendosi nella preghiera, nel pentimento
e nel digiuno.
Il monastero spiccava in
mezzo a una valle solcata dal torrente Bradanello, cosparsa di vigneti, di
piccole dimensioni, arricchiti da alberi da frutta(ciliegi, fichi, noci,
noccioli, gelsi,etc.)..punteggiata da qualche "casino" e da piccoli
rifugi per potersi riparare da eventuali calamità atmosferiche. Le viti non
erano disposte in filari, ma in gruppi di tre-quattro e sorrette da canne
conficcate nel terreno.
Dopo la vendemmia , restava
nella campagna uno stupore vuoto, come dopo un saccheggio,
la valle si tingeva di caleidoscopici gradazioni di colori creando uno
spettacolare gioco fantasmagorico, magico, religioso che lasciava intravedere
l'intervento di un grande pittore: il Dio dell'universo.
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domenica 7 novembre 2021
LA PRESENZA DELLA LONTRA NEL BACINO DEL FIUME OFANTO
La popolazione della Lontra eurasiatica (Lutra lutra Linnè,
1758) durante questo secolo si è notevolmente rarefatta. E’ stata considerata
dalla legge italiana fino al 1971, “animale nocivo” liberamente abbattibile,
per questo motivo è stata legalmente protetta dal 1976. Attualmente risulta il
mammifero terrestre più minacciato d’Italia, inserito nella lista rossa dell’
IUCN (1988). Nel fiume Ofanto la sua presenza è riferibile agli studi di
Pennacchioni G., Canu A., Loy A. e Racana A. nel 1986 e di Prigioni C. in suoi
successivi lavori, che davano la lontra distribuita limitatamente ad alcuni
tratti del medio-alto corso. Succesivamente Vorrasi A. (1996) ne ha appurato la
presenza stabile nella fiumara di Atella, affluente dell’Ofanto. Sono state
effettuate recentemente alcune indagini sul campo per verificarne la presenza,
a distanza di 15 anni dalle ultimi segnalazioni nel Fiume Ofanto (Pennacchioni,
1986). L’esiguo numero di siti positivi dei precedenti rilievi faceva supporre
la presenza di una popolazione estremamente ridotta e sull’orlo della
scomparsa. Per tale motivo si è iniziato un programma di ricerca su due linee,
basato anche su conoscenze regresse degli autori ed esperienze derivanti da
monitoraggi non metodici effettuati dalla LIPU dal 1986 sull’habitat fluviale
in esame; da un lato si è puntato alla verifica della presenza e distribuzione
della specie e dall’altro allo studio della salute del Fiume Ofanto, valutando
l’evoluzione di alcuni determinanti aspetti negli ultimi anni, con particolare
attenzione al funzionamento degli schemi idrici che ne sfruttano le acque. In
tale contesto è emersa la notevole, quanto vulnerabile, biodiversità legata al
bacino dell’Ofanto e la presenza nidificante di alcune specie di uccelli rare e
minacciate (Lanario, Biancone, Nibbio reale)




