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sabato 4 gennaio 2020

COMUNE DI SAN FELE..C. U. P. (centro unificato di prenotazioni)

UN SOGNO IN UN CASSETTO DEL MAGAZZINO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

BY ARCHIVIO

PARTE DA SAN FELE UN PROGETTO FRA TURISMO E TRADIZIONE
Si è svolta, il 2 dicembre 2008, negli Uffici regionali della Commissione dei Lucani all’Estero, un incontro che ha visto la presenza della Dott. Ssa Russo, Direttrice del Museo Archeologico Nazionale del Comune di Muro Lucano, il Commissario del Comune di Muro Lucano, Claudia Livia Cimadomo, il Vice Sindaco del Comune di Ruvo del Monte, Fortunato Donato, il Sindaco di San Fele Donato Sperduto, il Sindaco di Bella Salvatore Santorsa, il Presidente della Commissione Lucani all’Estero Pietro Simonetti e la Project Manager Fernanda Ruggiero che ha esposto il progetto di marketing territoriale denominato “ Turismo e Tradizione”. “Si sono definiti – si legge in un comunicato stampa del Comune di San Fele - i procedimenti amministrativi e la struttura giuridica di un possibile Consorzio Turistico intercomunale con un possibile C. U. P. (centro unificato di prenotazioni) presso l’attuale sede dell’Ufficio Turismodel Comune di San Fele che si propone con questa idea che vedrà di certo anche la partecipazione del Comune di Castelgrande,del Comune di Pescopagano e del Comune di Rapone, invitati all’incontro ma non presenti, di creare un gruppo di lavoro che seguirà un unico progetto nei prossimi anni e che unitamente con gli uffici regionali ha assunto l’impegno di organizzare un convegno internazionale di studi con la collaborazione dell’Università degli Studi di Basilicata e la Soprintendenza dei Beni Archeologici di Potenza oltre che con la collaborazione di altri Enti e Università italiane per discutere e approvare l’idea di progetto. L’argomento del Convegno e che si prevede di organizzarlo a breve, sarà “Il Turismo della Tradizione: una strategia per il territorio per la conoscenza, tutela e valorizzazione nel contesto italiano e internazionale della memoria storica dei nostri comuni”. “Un’idea di marketing solida che toccherà ricerca, infrastrutture e promozione, che si collegherà ad altri territori nazionali e che sarà progetto integrato. Un piano di lavoro per una cooperazione locale e internazionale per la diffusione delle tradizioni a fini turistici. Un progetto che con gli sportelli Basilicata in fase di costituzione , si propone per attivare fattivamente il “turismo di ritorno”, con l’obiettivo di riportare nei nostri luoghi tanti nostri connazionali che dovranno ritrovare servizi di qualità e una accoglienza e proposte di itinerari che tocchino i cinque sensi unitamente alla memoria di questi luoghi.

giovedì 2 gennaio 2020

ELEZIONI COMUNALI SAN FELE 2019:-PROGRAMMA-LISTE-RISULTATI


PROGRAMMA ELETTORALE DELLA LISTA "CITTADINANZA UNITA"

1 Riorganizzazione della Pubblica Amministrazione e Funzionamento degli uffici
2 Viabilità ed Assetto urbano
3 Attività Produttive e Sviluppo dei beni e dei servizi del Territorio
4 Ambiente e Gestione dei rifiuti 
5 Patrimonio
6 Area Cultura
7 Sviluppo Turistico
8 Programmazione Europea
9 Area servizi sociali ( Welfare)
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PROGRAMMA ELETTORALE DELLA LISTA "IMPEGNO COMUNE"


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RISULTATI ELEZIONI COMUNALI SAN FELE 2019


LETTERA DI UN EMIGRATO


Cara San Fele…(Caro Sindaco,Cari Amministratori,Cari Concittadini) 
CHIEDO un bilancio di fine anno.
Con stima(Anonimo emigrato)

venerdì 27 dicembre 2019

Eliminazione barriere architettoniche, oltre 3 milioni di euro ai Comuni

BARRIERE ARCHITETTONICHE:-ACCESSIBILITA' DEI LUOGHI DI CULTO - GARANTIRE A TUTTI LA PARTECIPAZIONE ALLA FUNZIONE RELIGIOSA

Fondi ai Comuni per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. Ammontano complessivamente a oltre 3 milioni di euro i contributi messi a disposizione dalla giunta regionale per venire incontro alle difficoltà che i cittadini con problemi di deambulazione incontrano per entrare nelle proprie abitazioni. La delibera, approvata dal governo Bardi su proposta dell’assessore all’Ambiente ed Energia, Gianni Rosa, indica i Comuni destinatari dei finanziamenti di cui beneficeranno i privati.
“La rimozione delle barriere architettoniche è un atto di civiltà. I finanziamenti concessi dallo Stato, però, non bastano a coprire – – commenta l’assessore Rosa – tutte le richieste. Con i contributi concessi per il 2019 riusciremo a soddisfare le domande presentate ai Comuni dal 2016 al 2018 da persone alle quali è stata riconosciuta l’invalidità totale. Il governo regionale si adopererà per migliorare la condizioni delle persone disabili, a partire proprio dall’accessibilità degli edifici”.
I Comuni interessati sono Armento, Avigliano, Baragiano, Barile, Bella, Bernalda, Brienza, Brindisi di Montagna, Carbone, Castelluccio Inferiore, Castelmezzano, Castelsaraceno, Castronuovo, Colobraro, Episcopia, Ferrandina, Genzano di Lucania, Grassano, Grottole, Irsina, Lagonegro, Latronico, Lavello, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Matera, Melfi, Miglionico, Missanello, Moliterno, Montalbano Jonico, Montemilone, Montemurro, Nova Siri, Oppido Lucano, Paterno, Pescopagano, Pietragalla, Pisticci, Policoro, Pomarico, Potenza, Rapolla, Ripacandida, Rotonda, Rotondella, San Costantino Albanese, San Fele, San Martino d’Agri, San Paolo Albanese, San Severino Lucano, Sant’Angelo Le Fratte, Sant’Arcangelo, Savoia di Lucania, Scanzano Jonico, Senise, Tolve, Trecchina, Tricarico, Tursi, Venosa e Viggianello.

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giovedì 19 dicembre 2019

In Lucania si preparano le sardine

Annunciato un evento anche a San Fele, ancora non si conosce la data precisa.


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Sardine fresche marinate al limone





domenica 15 dicembre 2019

C’è molto di Basilicata nell’ultimo Rapporto Censis. Rimpicciolita, invecchiata, con pochi giovani e pochissime nascite


Quel che vale per il Paese vale ancor più per la Basilicata. Rimpicciolita, invecchiata, con pochi giovani e pochissime nascite. E con la complicazione di un’emigrazione giovanile qualificata che guardiamo attoniti e rassegnati
Il Censis registra un sentimento di incertezza, dopo il rancore e la cattiveria nella psicologia collettiva del Paese. Insieme alla disillusione, lo stress esistenziale e l’ansia originano gli elementi di “chimica del sociale” nelle pieghe della società che si trasformano in sfiducia. Le prospezioni, le indagini del Censis hanno colto questi tratti della sovrastruttura della realtà italiana, avanti agli eccezionali cambiamenti epocali, veloci e repentini. Senza una prospettiva di una svolta nelle tante criticità del vivere e lavorare ed in un contesto povero di suggestioni politiche ed ideali forti, gli italiani con il “furore di vivere” si sono ripiegati tenacemente nei loro stratagemmi individuali. Attraverso questi hanno arginato gli aspetti più crudeli e più pericolosi di un imminente crollo, impigliati comunque in un declino strutturale, testimoniato dai ruvidi numeri di una congiuntura economica avversa, per le famiglie, le classi e le generazioni. Specie al Sud e in Basilicata. Si pensi a quel drammatico fenomeno di occupazione in crescita apparente che conserva nella pancia il bluff della precarietà, del tempo parziale e delle ore lavorate in meno. Tuttavia sono diversi i contrafforti che a dispetto della crisi gli strati sociali più larghi hanno messo in atto per frenare lo sgretolamento, per tentare un cambio di direzione. Censis descrive con efficacia la “ricostruzione di alcune piastre di sostegno” per restituire spazio al futuro. Tra queste innanzitutto una ritrovata vocazione industriale del nostro Paese, il ritorno alla fabbrica come luogo di sviluppo e innovazione che esprime ancora un’idea forte di qualità e di capacità competitiva seppur nel quadro della crisi dell’economia. Quanto è vero questo aspetto per la regione che si riscopre a radicamento industriale. Alcune aree del nostro Paese, dal triangolo industriale Lombardia-Veneto-Emilia Romagna alla fascia dorsale dell’Adriatico, registrano poi un tasso di crescita del prodotto interno e dei consumi paragonabili alle migliori regione europee. Una riaffermazione della base geografica dello sviluppo che, seppure limitata ad alcune regioni, segnala che l’appartenenza territoriale ridona vigore alla crescita. Una terza piastra di sostegno è l’attenzione verso i problemi climatici e la tutela dell’ambiente (naturale e costruito), l’idea quindi di un’economia circolare, capace di consumare ma al tempo stesso di rigenerarsi e rigenerare, conferendo una prospettiva futura alle nuove generazioni. Altra piastra di sostegno è il risparmio privato, sempre più una sorta di assicurazione per il futuro, che ha permesso una sostanziale tenuta sociale a fronte di risorse pubbliche sempre meno adeguate e meno efficienti. Nella regione Banca d’Italia ricorda che cresce il risparmio con progressione evidente. Si palesa inoltre un atteggiamento di maggiore fiducia nella dimensione europea, nelle sue istituzioni e nella capacità che essa ha di promozione dello sviluppo. Accanto a queste piastre strutturali vi sono anche degli appigli temporanei,“dei muretti di pietra a secco”, piccoli rinforzi che la cultura contadina nel nostro Paese ha costruito nel tentativo di arginare lo scivolamento verso il basso del terreno che non fanno struttura ma danno sostegno. Sono muretti a secco la fitta rete di incubatori e acceleratori di imprese innovative nei quali diverse migliaia di giovani tentano una esperienza imprenditoriale; alcune nicchie tecnologiche di piccole imprese che riescono a fare sviluppo, innovazione, tecnologia e a trovare risultati straordinari; e anche i tanti festival, sagre, eventi culturali di ogni genere e scopo,  sono esempi di come oggi si cerca di resistere e al contempo di guardare in avanti, restituendo alla società una visione di futuro. Sul piano politico il decennio non può dirsi concluso. La politica ha mostrato negli ultimi anni una difficoltà ad assumere decisioni che producano gli effetti auspicati. Rinunciando al suo ruolo di decisore la politica ha fallito, ha cioè smarrito se stessa. Tante, troppe risorse strutturali solo elencate, annunciate e non decise, avviate: la scuola, la giustizia, una nuova riforma sanitaria, senza dire quelle fallimentari nella regione. Lo scenario è pietoso. Nulla per contenere il flusso migratorio, nulla per il digitale, poco per le infrastrutture di rete, per non parlare dei ritardi e del mancato presidio decisionale sui trasporti, i servizi idrici e l’assetto agroindustriale. Non per aver scelto ma per non a>verlo fatto, la sfera politica non ha posto lo sguardo in avanti. Eppure l’indagine Censis rileva che una buona politica avrebbe ancora spazio. Se mettesse al centro i temi disoccupazione, situazione economica, debito pubblico, tassazione e meno, immigrazione, terrorismo, ect. Una speranza, qualcosa di “terzo” può derivare dallo sguardo nuovo del sindacato, lungo un tragitto unitario, aperto al contributo di chi può concorrere ad una governance diversa della regione, con una marcata coloritura libera, sociale di movimento più che di istituzione. E con il pacato “nascondimento” di metodi e figure di potere coeve ad altri tempi. Per “cantare un canto nuovo”. Magari un cammino del popolo lucano, della sabbia, delle formiche, quello dello “stato nascente”, dei momenti di cambiamento dei grandi cicli e di quelli più modesti della storia.
Giancarlo Vainieri- Sofia R. Di Pierro (Centro Studi Sociali e del Lavoro)