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lunedì 22 ottobre 2018

LA BRUTTA STORIA DEI FANGHI DA DEPURAZIONE

*Con sentenza del 20 luglio 2018, n. 1782, infatti, il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia ha annullato la deliberazione della Giunta Regionale della Lombardia nella parte in cui ha autorizzato l’utilizzo dei fanghi in agricoltura, nel caso in cui superino alcune concentrazioni per idrocarburi e fenoli, e la Regione Lazio, in considerazione che i fanghi prodotti dagli impianti di depurazione contengono concentrazioni elevate di idrocarburi e fenoli, pericolose per l’ambiente, e che, proprio per tale motivo, gli impianti di trattamento dei fanghi hanno iFANGdei fanghi, ossia accumularli senza né smaltirli né recuperarli.

venerdì 19 ottobre 2018

Acquedotto Lucano: attivata task force per ridurre disagi, eseguiti nuovi campionamenti


A seguito del provvedimento del sindaco di Matera, che ha emesso un’ordinanza cautelativa di divieto di far uso per fini potabili dell’acqua erogata, l’amministratore unico di Acquedotto Lucano, Giandomenico Marchese, ha immediatamente attivato una task force, coordinata dal dirigente della Vigilanza Igienica, Rosanna Brienza.

La task force ha disposto il potenziamento degli operatori del call center che rispondono al numero verde 800992293, e che saranno a disposizione h24; tutto il personale della Vigilanza Igienica è stato allertato e resterà operativo fino a cessata emergenza, così come il personale tecnico del centro operativo di Matera che è stato potenziato. Acquedotto Lucano, di concerto con il Comune di Matera, ha disposto il servizio sostitutivo tramite autobotti e attraverso la distribuzione di sacche di acqua da 5 litri confezionate.
Le autobotti sono ubicate nelle seguenti zone: ospedale Madonna delle Virtù, piazza Matteotti, piazza Sant’Agnese, piazza San Pietro Caveoso, via Don Luigi Sturzo (chiesa San Paolo), VIA Nino Rota-angolo via dei Dauni, viale Nitti-angolo viale Ilvento, piazza Montegrappa (borgo La Martella), via Lussemburgo (borgo Venusio). L’acqua continuerà ad essere erogata per gli usi diversi da quelli potabili e alimentari.
Le analisi alle quali fa riferimento l’ordinanza del sindaco sono state eseguite mercoledì scorso, 17 ottobre, ed i campioni sono stati prelevati congiuntamente da Acquedotto Lucano e Asm. Sul posto, al partitore di contrada Terlecchia, è stata rilevata la presenza del disinfettante cloro residuo (libero) pari a 0,20 mg/l. Le analisi batteriologiche eseguite su questi campioni di acqua da parte di Acquedotto Lucano sono risultate tutte conformi al decreto legislativo 31 del 2001; le analisi eseguite da Asm hanno invece rilevato la presenza di 92 unità formanti colonia per 100 milligrammi, nonostante la presenza accertata di cloro residuo (0,20/mg).
Acquedotto Lucano e Asm, al fine di verificare e approfondire ulteriormente la qualità dell’acqua, nella giornata di ieri, 18 ottobre, hanno nuovamente eseguito prelievi congiunti presso i serbatoi di Serra Venerdì e Iazzo Gattini, nonché presso le fontane ubicate in piazza Marconi, via Madonna delle Virtù e via della Quercia; nella stessa giornata, solo Acquedotto Lucano ha eseguito campionamenti anche ai serbatoi di Montescaglioso e Terlecchia, i cui esiti analitici saranno comunicati nelle prossime ore.
E’ utile precisare che la città di Matera è servita dallo schema idrico Sinni-Pertusillo (lo stesso che alimenta l’abitato di Montescaglioso), e pertanto gli esiti dei campionamenti non possono in alcun modo riguardare altri comuni della provincia che sono invece serviti da altri schemi di approvvigionamento (Frida e Metapontino)
LINK http://www.trmtv.it/home/scienza-e-salute/2018_10_19/182995.html

giovedì 11 ottobre 2018

La campagna “Io non rischio” in tre piazze lucane nel fine settimana



Comincerà nel prossimo fine settimana l’ottava edizione di ‘Io Non Rischio’, “organizzato dal Dipartimento nazionale e dall’Ufficio regionale della Protezione civile”. Lo ha reso noto l’ufficio stampa della Giunta regionale lucana specificando che “a Potenza l’evento si terrà sabato 13 ottobre in piazza Matteotti a partire dalle ore 8,30, il giorno dopo stesso evento e stesse modalità a Villa d’Agri in piazza Zecchetin. A Matera, invece, saranno dedicate due intere giornate il 13 e 14 ottobre in piazza Vittorio Veneto”.
In tutte e tre le piazze – è scritto nel comunicato dell’Ufficio Protezione civile del Dipartimento Infrastrutture e mobilità della Regione Basilicata – “un buon numero di volontari istruiti nei corsi che si sono tenuti durante tutto il 2018, entreranno a contatto con la pubblica opinione per spiegare il significato di “Io Non Rischio 2018″, la prevenzione e i comportamenti da adottare prima e dopo un evento calamitoso (terremoti e alluvioni)”.

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mercoledì 10 ottobre 2018

VIAGGIO ALL’INTERNO: SAN FELE ( LUCANIA)


San Fele 

Alcuni graffiti, ritrovati nelle grotte di Santa Croce, di Pierno e di Civita, attestano che il territorio fu abitato, nel III-II millennio a.C., dagli Ausoni. San Fele nasce nel 969 come Castrum, voluto da Ottone I di Sassonia per difendersi dagli assalti bizantini, ma la fortezza divenne pure luogo di prigionia di personaggi celebri: Enrico di Baviera, Enrico, figlio di Federico II ed Ottone di Brunswich.
Nel Catalogo dei Baroni del XII secolo è Sanctus Felix e Sanctus Felis, mentre nelle carte angioine è Terra S. Felicis, dal nome del santo vescovo africano di Tibari, venerato a Venosa, da dove si suppone siano venuti i primi abitanti, che costruirono le loro case a ridosso del castello.
Durante la dominazione angioina si chiamò San Felì e sotto gli aragonesi San Fele. Secondo il Racioppi, il nome d’oggi è la pronuncia italica popolare della pronuncia francese San-Felì. I signori che si avvicendarono dall’XI al XV secolo nel possesso del feudo, ambito per la sua impenetrabile posizione e come punto strategico di tutta la Valle di Vitalba, godevano dei favori dei re dell’epoca. Federico II nel 1240 e Carlo d’Angiò nel 1270 fecero ampliare il castello
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martedì 9 ottobre 2018

MIGRANTI SANFELESI A NEW YORK



Alla fine del 1800 un consistente numero di immigrati provenienti dal villaggio di San Fele, in provincia di Potenza, nella regione Basilicata, si stabilirono nella zona di Buffalo, nella parte occidentale di New York, negli Stati Uniti. Il primo gruppo di San Fele, l'Italia, arrivò in America nei primi anni del 1870. New York City, Trenton e Newark, New Jersey e Buffalo, New York sembrano essere state le città più popolari. Le famiglie Lapetina, Lombardo, Christiano, Napoli, Andriaccio, Marino, Crecca, Lunghino, Radice, Tauriello, Tronolone e DiGiacomo furono tra i primi coloni a Buffalo, New York. Il 6 maggio 2000, oltre 600 persone hanno partecipato ad una chiesa di Santa Messa degli Angeli. Subito dopo la Messa, 300 persone hanno partecipato ad un ricevimento al D'Youville College, onorando gli antenati della comunità di San Fele a Buffalo, New York. La risposta a questa relazione fu sorprendente e notevole. I partecipanti hanno assistito a una giornata di felicità e gioia indimenticabili, un ritorno alla loro eredità con la loro famiglia etnica! Questa espressione di orgoglio e amore rese inevitabile Reunion 2001. Pertanto, abbiamo di nuovo onorato i nostri antenati che sono venuti nel Nuovo Mondo e hanno nutrito figli e figlie che hanno lottato per fare una vita migliore per le generazioni passate, presenti e future. Abbiamo anche pagato rispetto alla loro casa italiana di San Fele. Questo tributo è stato realizzato mentre noi, i loro discendenti, pregavamo, cenavamo e bevevamo mentre celebravamo la nostra famiglia e rendevamo grazie a tutti quelli San Felesi che ci hanno preceduto. La comunità di San Fele deve un debito di gratitudine ai membri fondatori della San Fele Association di New York occidentale. Questi orgogliosi fondatori americani dei Sanfelesi sono: Carmela 'Anastasia' Colucci, Ronald 'Rubino' Carnevale, John 'Lapetina' Christiano, Michael 'Abbarno' Marfino, DDS, Hon. Il sindaco Anthony Masiello, Nicholas Mecca, Joseph Naples, Anthony 'Papa' Paul, Daniel e Joseph Tauriello, e Joseph F. 'Romanello' Tomasulo