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mercoledì 19 luglio 2017

Terremoto Amatrice, come all’Aquila c’è imprenditore che ride pensando ai futuri affari

(ANSA) Anche il terremoto del Centro Italia del 2016, come quello dell’Aquila sette anni prima, con Francesco Piscicelli, fa registrare un imprenditore che ride: si tratta di Vito Giuseppe Giustino, 65enne di Altamura (Bari), presidente del consiglio di amministrazione della società cooperativa l’Internazionale, intercettato nella nuova inchiesta della procura dell’Aquila su presunte mazzette nella ricostruzione pubblica. Nell’ordinanza il Gip scrive: “RIDE”.
L’uomo, ai domiciliari, annuisce e ride parlando delle future commesse, in particolare ad Amatrice.
Giustino sta al telefono con il geometra della sua stessa ditta, Leonardo Santoro, anche lui ai domiciliari. Santoro – si legge nell’ ordinanza – gli racconta quello che ha detto a Lionello Piccinini, dipendente del Mibact Abruzzo, a sua volta ai domiciliari, dopo il terremoto di Amatrice: “Se ti posso essere utile, voi fate l’elenco, mo’ dovete fare uno screening dei beni sotto vostra tutela: se vi serve qualcosa per i puntellamenti, via dicendo, noi siamo a disposizione”, racconta Santoro a Giustino, che ride più volte.
“Siamo strutturati, abbiamo una struttura potentissima e abbiamo bisogno di fare qualcosa per tenerci attivi. Abbiamo chiuso un po’ di cantieri e abbiamo diciamo una cinquantina di unità lavorative che non so dove c…o mandarle”.

mercoledì 12 luglio 2017

Mons. francesco Antonio Frascella


<Pezzi di storia di San Fele e delle sue personalità 

Mons. Francesco Antonio Frascella, arcivescovo di Mira>


MonsFrascella nasce a San Fele, presumibilmente nei primi anni del secolo XVII. Non vi sono documenti certi che possano certificare la sua data di nascita. Non è noto neppure il nome del padre, quello della madre era invece Rosa, come risulta da una richiesta di aiuti economici in suo favore inoltrata dallo stesso Frascella alla Congregazione di Propaganda Fide nel 1637, prima che partisse per l'Oriente. Intorno al 1620 Padre Frascella entra nei Frati Minori Conventuali nella provincia pugliese dMonsi San Nicola. Terminati gli studi è ordinato sacerdote nel 1627 e viene inviato nel collegio di San Bonaventura in Roma, dove nel 1630 ottiene il dottorato in teologia. Il 30 maggio 1630, insieme al confratello Agelo Petricca da Sonnino, riceve da Propaganda Fide l'incarico di essere inviato a Costantinopoli (l'odiena Istambul), dove l'Ordine Francescano era già presente sin dal 1220 ed amministrava una florida missione. I due prelati arrivono a destinazione agli inizi di settembre nel 1631 con altri due confratelli e da subito iniziono a studiare la lingua del posto, ossia il turco. Pur essendo maestri, non hanno mai voluto godere dei privilegi loro accordati dall'Ordine, rinunziando per questo agli speciali sussidi. Si erano inoltre impegnati tra loro a non separarsi, sia per confortarsi spiritualmente e sia per aiutarsi vicendevolmente in caso di prigionia da parte delle autorità o delle popolazioni locali. Nel 1632 Mons. Frascella e padre Petricca vengono inviati missionari in Valacchia(*) per ricostruire il convento di Târgoviște bruciato dai Tartari. Giunti a Bucarest chiedono ed ottengono il permesso di costruire nella stessa capitale un convento di piccole dimensioni, dove si propongono non solo di assistere spiritualmente i pochi cattolici presenti, ma di convertire la popolazione indigena. Per raggiungere lo scopo prendono contatto con la nobiltà e la gerarchia ortodossa, intavolando con loro anche dispute circa i punti controversi tra le rispettive confessioni religiose. Il progetto però ha vita breve: già nel mese di settembre del 1632 l'instabilità della situazione politica e nuove guerre li costringono a trasferirsi nella vicina Moldavia per tentare una nuova missione. A Iași un nobile greco fa costruire a sue spese una chiesa, che consegna ai francescani perché sia da loro officiata, ma anche lì la situazione presto muta costringendoli a rientrare nuovamente a Costantinopoli nella primavera del 1633. I due missionari fanno quindi ritorno in Turchia per poi recarsi a Roma ed illustrare alla Congragazione di Propaganda Fide i risultati del loro operato e chiedere di essere inviati in Transilvania o in Ungheria, dove sperono di trovare un terreno più fertile per la loro opera missionaria. La relazione, in cui illustrono le prospettive di lavoro missionario nei paesi da loro visitati, viene letta il 21 novembre 1634 al Papa. In seguito a ciò vengono loro assegnate, dal ministro generale dell'Ordine, nuove province, che essi devono evangelizzare insieme ad altri dieci missionari. Il 17 aprile 1634 Padre Petricca è nominato Ministro Provinciale di Ungheria, mentre il 20 gennaio 1635 Mons. Frascella diviene Ministro Provinciale di Transilvania (Romania) e Visitatore e Commissario Generale per le province ultra montane, cum plenitudine potestatis. In quegli anni la Congragazione di Propaganda Fide si stava occupando attivamente anche della cristianità in Giappone, travagliata da notevoli persecuzioni, nell'intento di crearvi una gerarchia ecclesiastica e di istituire un seminario per la formazione del clero indigeno. Mons. Frascella è quindi chiamato segretamente a Roma ed incaricato, insieme a Padre Matheus de Castro Mahale, di una delicata missione in Estremo Oriente dove la chiesa stava subendo l'ingerenza delle corone spagnole e portoghesi e registrava, massimamente in Giappone, le tensioni tra i Gesuiti e gli Ordini mendicanti. Agli sforzi di Propaganda Fide i portoghesi opponevano quindi il loro patronato con l'intento di estendere la propria influenza anche sul Giappone. Morto improvvisamente il domenicano A. delle Piaghe, designato amministratore apostolico della cristianità giapponese, in sua sostituzione viene incaricato Mons. Frascella. Il 14 novembre 1637 il Papa Urbano VIII lo promuove alla sede arcivescovile di Mira e nel concistoro del 16 novembre lo nomina Amministratore Apostolico della diocesi di Funay in Giappone nella massima segretezza affinché la sua missione, unitamente a quella del Padre de Castro, non possa essere scoperta ed ostacolata. Il 26 gennaio 1638 è a Napoli e più tardi si imbarca da Messina per Corfù e Zante. Il 25 settembre è a Candia, ma rimasto senza denaro, torna a Messina. Imbarcatosi successivamente per Malta, dopo un'inutile attesa di mezzi per proseguire il viaggio verso Oriente, torna a Napoli, dove giunge il 9 aprile 1639. Da qui scrive a Propaganda Fide, chiedendo un compagno di viaggio che conosca l'arabo e il turco. Dopo varie difficoltà e peripezie Mons. Frascella il 10 ottobre del 1639, accompagnato da un gruppo di teatini, parte da Livorno, sbarcando ad Alessandretta (Turchia) il 25 dicembre, per dirigersi in Giappone. Prosegue il viaggio attraverso Babilonia, Maskat e Cormoran, per giungere a Goa (in India) il 24 ott. 1640. Turchia La prospettiva di continuare il viaggio fino a destinazione si rivela subito ardua. In Giappone erano stati infatti emanati severi provvedimenti, che vietavano contatti tra i giapponesi e gli europei. La sollevazione di Shimabara del 1637 aveva reso ancor più precaria la situazione dei cattolici e provocato forti restrizioni nei traffici con gli occidentali, ritenendo i missionari cattolici l'avanguardia della politica coloniale portoghese. Mons. Frascella deve quindi restare a Goa, ospitato nel convento dei francescani, i Frati Minori Osservanti. Inoltre, pur essendosi guadagnata la benevolenza delle autorità religiose e civili portoghesi, si rende conto che non gli sarebbe stato mai permesso di recarsi in Giappone.
Tuttavia, data la difficile situazione vigente in Cina, Mons. Frascella decide di attendere di partire e di rimanere ancora a Goa. Ma nel 1649 l'autorizzazione a recarsi in Cina gli viene definitivamente negata dal viceré delle Indie, che gli ingiunge invece di partire per Lisbona. Così dopo alcuni anni, ossia nella primavera del 1653 Mons. Frascella intraprende il viaggio di ritorno per l'Europa. Sbarca a Lisbona, attraversa la Spagna e si dirige a Parigi, dove lo stesso anno muore per cause del tutto sconosciute(1)(2) . ____________________________

mercoledì 5 luglio 2017

Il prefetto di Potenza ai sindaci: molti migranti in arrivo, assicurarne l’accoglienza


I Comuni della provincia di Potenza dove “non sono state attivate strutture per l’accoglienza dei migranti richiedenti asilo” dovranno “assicurare l’accoglienza nei rispettivi territori di numeri contenuti e rapportati alla popolazione”. E’ la richiesta che il prefetto di Potenza, Giovanna Stefania Cagliostro, ha fatto ai sindaci, incontrati in due giorni. Il prefetto ha spiegato che “il fenomeno migratorio in questa stagione estiva sta assumendo proporzioni importanti”. I sindaci hanno dato “ampia assicurazione e disponibilità ad effettuare una verifica delle strutture presenti nei loro territori da destinare all’accoglienza nei termini richiesti dal prefetto”.

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Fisco. In arrivo una lettera dell’Agenzia delle Entrate a 850 cittadini lucani


Su anomalie riferite ai redditi percepiti nel 2013 L’Agenzia delle Entrate invierà una comunicazione (via Pec o posta ordinaria) a oltre 850 cittadini lucani (576 in provincia di Potenza e 297 in quella di Matera) che, “in base ai dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate, nel 2014 non hanno dichiarato in tutto o in parte alcuni redditi percepiti nel 2013”. In un comunicato è specificato che “anche in questo caso, come in passato, ai contribuenti viene data la possibilità, ben prima di un eventuale avviso di accertamento, di giustificare l’anomalia o presentare una dichiarazione integrativa, mettendosi in regola e beneficiando della riduzione delle sanzioni ridotte previste dal ravvedimento operoso”.



martedì 4 luglio 2017

«Anziani di Puglia» Paure per pensioni e lavoro di figli e nipoti

LEGGI >>«Anziani di Puglia» Paure per pensioni e lavoro di figli e nipoti: BARI - Un timore crescente per la mancanza di lavoro di figli e nipoti e per le proprie difficoltà economiche dovute a pensioni troppo basse, per la salute e in particolare per le lunghe liste di attesa, per la propria sicurezza e sfiducia nella politica. Sono le principali preoccupazioni deg...

mercoledì 21 giugno 2017

Il Resto al Sud 2017: le agevolazioni per i giovani imprenditori sono legge

In vigore da oggi 21 giugno 2017 il D.L. n.91 pubblicato in G.U. n.141 del 20 giugno 2017.
Il decreto, che fa seguito a quello dello scorso dicembre (D.L. 243/2016) mira a incentivare, anche con significative risorse aggiuntive, la nuova imprenditorialità.
In particolare è istituita una misura denominata: “Resto al Sud”.
L’incentivo è rivolta ai soggetti di età compresa tra i 18 ed i 35 anni che presentino i seguenti requisiti:
• siano residenti nelle regioni del mezzogiorno;
• non risultino già beneficiari, nell’ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità.
I futuri neoimprenditori possono presentare istanza di accesso alla misura attraverso una piattaforma dedicata sul sito istituzionale dell’Agenzia Nazionale per l’Attrazione degli Investimenti e lo Sviluppo di Impresa S.p.A. (Invitalia), individuata come soggetto gestore della misura.
Gli enti pubblici, le Università e le associazioni, anche non profit, possono fornire, a titolo gratuito, servizi di consulenza e assistenza nelle varie fasi di sviluppo del progetto imprenditoriale, ai futuri imprenditori, previo accreditamento presso l’Invitalia.
Nel caso in cui l’istanza sia presentata da più soggetti già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, ivi incluse le società cooperative, l’importo massimo del finanziamento erogabile è pari a 40 mila euro per ciascun socio, che presenti i requisiti richiesto, fino ad un ammontare massimo complessivo massimo di 200 mila euro.
I finanziamenti sono così articolati:
• 35 per cento come contributo a fondo perduto erogato dal soggetto gestore della misura;
• 65 per cento sotto forma di prestito a tasso zero, concesso da istituti di credito in base alle modalità definite dalla convenzione che verrà stipulata con Invitalia.
Sono finanziati i progetti relativi alla produzione di beni nei settori :
- dell’agricoltura;
- dell’artigianato;
- dell’industria;
- ovvero relativi alla fornitura di servizi a favore delle imprese appartenenti a qualsiasi settore.




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FONTE FISCO & TASSE

Quattordicesima pensionati 2017

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Platea più ampia e assegno più ricco: tabelle INPS sulla quattordicesima pensionati di luglio 2017, requisiti di reddito e meccanismo a scaglioni.

 A luglio 2017 arriva una quattordicesima pensionati più ricca e ad una platea allargata: scattano infatti le modifiche inserite nella Legge di Stabilità, in base alle quali l’INPS ha provveduto a ridefinire il beneficio. La quattordicesima mensilità di pensione richiede un’età minima di 64 anni e prevede specifici requisiti di reddito. La legge di bilancio (comma 187 legge 232/2016) ha incrementato l’assegno per coloro che già ne avevano diritto negli anni scorsi (i pensionati fino a 1,5 volte il minimo) e ha esteso il diritto a coloro che hanno un assegno fino a due volte il minimo, con un meccanismo a scaglioni che prevede un importo ridotto progressivamente per chi incassa un’assegno pensionistico fra 1,5 e 2 volte il minimo.

=> Pensioni: quattordicesima 2017, tutti gli importi

In pratica, segnala l’INPS, quest’anno ci sono ulteriori 1,43 milioni di pensionati in più che prenderanno la quattordicesima. Nel 2016, invece, hanno percepito la quattordicesima 2,141 milioni di pensionati, in gran parte iscritti alla gestione privata (2,127), a cui si aggiungono 8mila 461 pensionati in gestione pubblica e 5mila 565 lavoratori dello spettacolo.

Quattordicesima pensionati 2017

La platea si è allargata a 3 milioni 570mila 639 pensionati (di cui 1,43 milioni con redditi fra 1,5 e 2 volte il minimo). In tabella le cifre precise e il costo della misura.
BeneficiariReddito
fino a 1,5 volte il minimo
Reddito
fra 1,5 e 2 volte il minimo
Quattordicesima
2017
3.570.6392.089.2871.452.620
Quattordicesima
2016
2.141.178

Per quanto riguarda gli importi, cambiano a seconda degli anni di contribuzione e dell’appartenenza a una gestione lavoratori dipendenti o autonomi.
In tabella gli importi.
 Fino a 15 anni
di contributi
Tra 15 e 25 anni
di contributi
Oltre 25 anni
di contributi
Dipendenti
fino a 1,5 volte il minimo
(9.786,86 euro annui)
437 euro546 euro655 euro
Dipendenti
fra 1,5 e 2 volte il minimo
(13.049,14 euro)
336 euro420 euro504 euro

 Fino a 18 anni
di contributi
Tra 18 e 28 anni
di contributi
Oltre 28 anni
di contributi
Autonomi
fino a 1,5 volte il minimo
437 euro546 euro655 euro
Autonomi
fra 1,5 e 2 volte il minimo
336 euro420 euro504 euro

Attenzione
: un pensionato che ha un assegno superiore a due volte il minimo (quindi, superiore a 13mila 0149 euro), percepisce comunque una parte della quattordicesima nel caso in cui l’importo della sua pensione sia inferiore a quello che risulta aggiungendo la quattordicesima.
Esempio: la quattordicesima di un ex lavoratore dipendente che guadagna due volte il minimo e ha oltre 2 5anni di contributi, come si vede dalla tabella sopra riportata, è pari a 504 euro. Quindi, sommando il tetto di reddito con la quattordicesima, si ottiene 13mila 553. I pensionati che percepiscono più di due volte il minimo (più di 13mila 0149,14 euro annui), ma sono sotto questa cifra (13mila 553), prenderanno una quattordicesima pari alla differenza. Ipotizziamo un pensionato con un assegno annuo di 13mila 200 euro: la quattordicesima sarà di 353 euro.
Per quanto riguarda infine il requisito anagrafico, in luglio prendono la quattordicesima solo coloro che hanno già compiuto i 64 anni. Chi li compie nel corso del 2017 ha diritto al beneficio, ma incasserà la somma con il cedolino di dicembre.

Fonte: INPS.