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giovedì 7 dicembre 2017

LA MIA TERRA(Aldo Michele Radice)


Strade impolverate che si inerpicano
lungo i fianchi di montagne irregolari.
Case annerite e scrostate dal tempo
e dall'abbandono della gente.
Vialetti colmi di interminabili scalinate,
di gatti affamati e di cani randagi.
Chiese svettanti frequentate
da vecchiette intristite dal nero.
Luci rade in case ormai vissute unicamente dalla
solitudine e dalla moltitudine dei ricordi.
Piazze vuote abbandonate dai giochi
dei ragazzi persi ormai per sempre altrove.

lunedì 20 novembre 2017

Migranti. Intesa in Prefettura a Potenza per minorenni

Semplificazione e coordinamento, eliminando ostacoli amministrativi e procedurali, nelle modalità di presa in carico dei minori stranieri non accompagnati durante la loro permanenza nelle strutture di prima accoglienza sul territorio. Questa l’intesa sottoscritta con un protocollo in Prefettura a Potenza che ha visto coinvolti in primis il Comune capoluogo e quelli di Rapone e San Fele, dove in si trovano circa 170 ospiti, tra i quali anche quelli nelle case famiglia e comunità con coinvolgimento dei centri FAMI e SPRAR.
Alla firma sono stati coinvolti il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza e Ufficio Scolastico regionale di Basilicata, l’Azienda Sanitaria Locale di Potenza ed il Tribunale per i Minorenni. Presenti organizzazioni umanitarie: Unicef, Save The Children e UNHCR.
Nella sostanza, a Salerno e Crotone si procederà in via prioritaria alle formalità sulla domanda di protezione internazionale, mentre nel potentino verranno migliorate le procedure di identificazione ed accertamento della minore età, l’accoglienza e formazione dei volontari, non da ultimo, facilitato l’accesso ai servizi socio-sanitari e alla scolarizzazione sul territorio.
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giovedì 16 novembre 2017

Addio stipendio in contanti: retribuzione solo in banca o alle Poste

Mai più busta paga in contanti: il pagamento dello stipendio avverrà solo in banca o alle Poste




Addio al pagamento dello stipendio in contanti: le aziende potranno retribuire i loro dipendenti solamente attraverso pagamenti in banca o alla Poste. La proposta di legge è stata approvata alla Camera (ora deve passare all’esame del Senato) con l’obiettivo di contrastare la pratica diffusa tra alcuni datori di lavoro di corrispondere ai dipendenti, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, una retribuzione inferiore ai minimi fissati dal contratto collettivo, nonostante venga firmata una busta paga in cui risulta una retribuzione regolare.
Lo stipendio potrà essere accreditato unicamente secondo le seguenti modalità:
  • bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale indicato dal datore di lavoro;
  • emissione di assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. L’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, purché di età non inferiore a sedici anni.
Il datore di lavoro deve inserire nella comunicazione obbligatoria fatta al centro per l’impiego competente le indicazioni sulle modalità di pagamento della retribuzione e gli estremi dell’istituto bancario o dell’ufficio postale che dovrà poi effettuare il pagamento. Il governo, sulla base della legge, dovrà stipulare una convenzione con le confederazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro, oltre che con l’Associazione bancaria italiana (Abi) e con Poste italiane.
Le norme non si applicano ai datori di lavoro non titolari di partita Iva e ai rapporti di lavoro domestico.
Chi non si adegua alle disposizioni è soggetto a multe che vanno dai 5mila ai 50mila euro.
Leggi anche:
Busta paga e retribuzioni: tutte le novità in arrivo
Come leggere la busta paga Busta paga addio: arriva lo stipendio ‘su misura’
          

giovedì 26 ottobre 2017

L'AGENZIA DELLE ENTRATE SANZIONA CHI ORGANIZZA GITE, VIAGGI ED ESCURSIONI SENZA LICENZA




«GITE, VIAGGI ED ESCURSIONI »
«L'agenzia delle entrate sanziona chi organizza gite anche di un giorno organizzate da associazioni di promozione sociale , amici, parrocchie e chiunque decida di "organizzare" un viaggio anche breve di una giornata ed escursioni SENZA LICENZA»  

"L'AGENZIA DELLE ENTRATE è stata molto chiara in merito all'organizzazione dei pacchetti turistici, considerati tali anche le gite di un giorno organizzate da associazioni di volontariato L. 266/91, amici, parrocchie e chiunque decida di "organizzare" un viaggio anche breve di una giornata. Per svolgere l'attività di organizzazione di tale viaggio è OBBLIGATORIA la licenza di agenzie di viaggio e turismo, (di cui all’art. 9, L. 17.5.1983, n. 217), che organizzano e vendono i pacchetti turistici (art. 2, D.Lgs. 17.3.1995, n. 111) costituiti da viaggi, vacanze, circuiti tutto compreso e connessi servizi, convegni e simili manifestazioni incluse, dietro pagamento di un corrispettivo unitario. Tali regole valgono anche per gli organizzatori di giri turistici, cioè qualsiasi soggetto (associazione, ente pubblico o privato, ecc.) che pone in essere e mette a disposizione dei viaggiatori pacchetti turistici (secondo la definizione di cui al comma 1 del citato art. 74-ter, D.P.R. 633/1972), anche se realizzati nell’arco della stessa giornata (escursioni, visite alla città e simili), svolgendo quindi attività equiparabili a quelle delle agenzie di viaggio e turismo vere e proprie, ai fini della disciplina tributaria applicabile. Le attività di organizzazione e vendita di pacchetti turistici rientrano nell'applicazione del regime speciale IVA 74Ter, (comma 1 dell’art. 74-ter, D.P.R. 633/1972), pertanto SOLO le agenzie di viaggi e turismo SONO AUTORIZZATE ad emettere regolare fattura ed incassare per l'organizzazione di tali viaggi. Tutti gli altri soggetti non sono in regola né con le normative di rispetto del contratto di viaggio (e relative responsabilità) e né tanto meno con il FISCO. Chi decida di improvvisarsi "agenzia di viaggi e turismo" nell'organizzare anche solo gite senza una regolare licenza, dovrà tenere conto di tutte le conseguenze legali, penali e fiscali a cui andrà incontro. Alla stessa maniera chi acquista un viaggio, un tour o una gita deve preoccuparsi di richiedere un contratto di viaggio e verificare che l'organizzatore abbia licenza di agenzia viaggi e turismo"
La Voce Dei Senior: L'AGENZIA DELLE ENTRATE SANZIONA CHI ORGANIZZA GIT...: « GITE, VIAGGI ED ESCURSIONI » « L'agenzia delle entrate sanziona chi organizza gite anche di un giorno organizzate da associ...


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giovedì 7 settembre 2017

La Voce Dei Senior: Bollette, attenti alla truffa del Pod: come funziona

Una nuova truffa rischia di mietere nuove vittime tra gli italiani, spesso anziani, che in buona fede o per distrazione non prestano molta attenzione e si ritrovano abbonati a sorpresa a nuovi servizi di energia elettrica e gas senza mai averne fatto richiesta.
Si tratta della cosidetta “truffa del POD”, con inconsapevoli utenti che vengono raggirati per telefono o addirittura sul pianerottolo di casa, allettati dall’ipotesi di poter risparmiare sulle bollette: ecco come funziona la truffa e come fare per evitare brutte sorprese.
COME FUNZIONA – POD e PDR sono rispettivamente i codici identificativi dell’utenza di luce o gas, solitamente riportati nella parte superiore della bolletta. Insieme ai dati personali dell’utente, sono proprio questi codici a consentire ai truffatori di intestare sul filo della legge al cittadino ignaro nuove tipologie di contratto o, addirittura, a permettere il cambio di gestore. Approfittando della buona fede degli utenti meno accorti, i malfattori tenteranno quindi di carpire questi dati per truffarli. Come? Ci sono due modi: al telefono, attraverso un call center, o letteralmente sul pianerottolo di casa.
AL TELEFONO –  La vittima prescelta del raggiro viene contattata telefonicamente da un call center che, a nome di un generico “principale gestore italiano di luce (o gas)”, ha bisogno di un chiarimento sui dati dell’utente e sui suoi codici identificativi. Il motivo? L’utente, sempre secondo l’addetto al call center, “paga troppo”. Da qui la richiesta: “Se mi fornisce il codice facciamo un controllo, rimettiamo a posto le cose e le applichiamo una tariffazione più conveniente”. Inutile dire che si tratta di un falso e che la generica “azienda” sta solo tentando di fregare il povero malcapitato. Cosa fare quindi? Semplicemente evitare sempre di fornire dati sensibili e codici utente, salutare e attaccare subito il telefono. L’azienda fornitrice delle utenze, infatti, è già al corrente di questi dati e non chiamerà mai per chiederveli nuovamente. Ma non basta. In certi casi infatti, soprattutto quando le telefonate sono fin troppo numerose, è bene avvertire dell’accaduto la società di luce o gas, che provvederà a segnalare gli episodi alle autorità competenti.
SULLA PORTA DI CASA – Solitamente giovani, ben curati, sorridenti e dotati di una buona parlantina. A chi non è mai capitato di ricevere una visita da parte di ragazzi (maschi in maggioranza) che, con modi garbati e tanta gentilezza, si presentano come ‘addetti’ o ‘operatori’ dell’azienda del gas o della luce? Magari anche dotati di cartellino di riconoscimento che tuttavia, guarda caso, non corrisponde quasi mai alla società che viene menzionata alla presentazione. Ebbene, come dietro alla cornetta telefonica, così anche dietro un sorriso può nascondersi un pericolo. La tecnica è la stessa del call center: chiedere di vedere l’ultima bolletta dell’energia o del gas per capire se l’importo sia anomalo e se, in alcuni casi, sia presente sulla fattura un codice non meglio specificato, indice che l’utente ancora una volta sta pagando troppo. Una rapida occhiata e il gioco è fatto.
COME DIFENDERSI– È solo necessario non consegnare mai la bolletta con allegati codice POD o PDR a chi abbiamo davanti né tantomeno firmare qualsivoglia documento anche se al momento può sembrare incredibilmente vantaggioso: basta pochissimo infatti perché si caschi in un vortice di contratti non richiesti, stipulati con gestori mai contattati, dal quale è poi difficilissimo uscire. Almeno senza pagare penali.
In collaborazione con Adnkronos
La Voce Dei Senior: Bollette, attenti alla truffa del Pod: come funzio...: Basta fornire i dati del POD e del PDR per cadere nella truffa della bolletta elettrica e del gas Una nuova truffa rischia di mietere n...

Abbattere un albero senza permesso che cosa succede?







Ma cosa succede se si taglia un albero senza la dovuta autorizzazione? Come premesso, sono previste sanzioni fino a 498 euro per ogni pianta abbattuta senza permesso. In più vi è l’obbligo di sostituire l’albero e ogni ufficio del Verde può pretendere richieste particolari.
Per esempio, un cittadino di Parma che ha abbattuto (nella sua proprietà privata) due alberi dal tronco di 135 e 180 cm, non solo ha dovuto sostenere una multa di circa 350 euro ma ha dovuto provvedere alla messa a dimora di 32 nuovi alberi nell’area in cui sono state tagliate le due prime piante.
Chiunque può segnalare un abuso. Qualsiasi cittadino può denunciare chi esegue un abbattimento senza permesso

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giovedì 24 agosto 2017

STORIA DI SAN FELE. Riscoprire la storia per aprirsi ad un nuovo presente e un nuovo futuro

FOCUS  BY EMAIL  scrivere a anzianiinpiazza@libero.it


San Fele è un comune di circa 3.500 abitanti della provincia di Potenza. È situato nella parte Nord-Occidentale della Basilicata e fa parte della Comunità Montana del Vulture. È un comune prettamente rurale. Ricordato per la nascita di San Giustino de Jacobis e per la presenza di uno dei maggiori santuari lucani: Santa Maria di Pierno. Come tutti i paesi del Mezzogiorno, San Fele ha subito una forte emigrazione, che si può suddividere in due fasi. La prima quella che va dalla seconda metà del XIX secolo al Primo Dopoguerra. In questa circostanza le mete erano oltre oceano, ossia l’America (in particolare Brasile, Argentina, Stati Uniti e Canada)La seconda invece va dal Secondo Dopoguerra fino al giorno d’oggi. Nei primi decenni, cioè quelli del Boom Economico, le famiglie si trasferirono soprattutto verso Svizzera (in particolare nei dintorni di Lucerna e Zurigo) Germania, Belgio e Nord-Italia (in particolare Piemonte, Lombardia e Toscana). L’emigrazione degli ultimi anni è costituita da giovani che raggiungono le più importanti città italiane (in particolare Torino, Milano, Firenze, e Roma)Storia del paese
Nel lontano 1139, il paese divenne una Baronia ed ebbe il suo stemma: uno scudo sannitico su cui sono disegnati tre monti.
Il territorio del comune di San Fele, in epoche lontane, prima che vi fossero costruiti il castello (969 d.C) e le abitazioni (1036 – 1037 d.C) fu abitato dagli Ausoni, un popolo che si pensa provenisse dall’Asia.
La Voce Dei Senior: STORIA DI SAN FELE. Riscoprire la storia per aprir...: FOCUS  BY EMAIL  scrivere a anzianiinpiazza@libero.it San Fele è un comune di circa 3.500 abitanti della provincia di Potenza. È situ...