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domenica 11 febbraio 2018

Lunedì i funerali di Donato Papa, il figlio Mauro: «Voleva rendere migliore la sua terra»


GROSSETO – Si svolgeranno lunedì alle 10 alla chiesa del Sacro Cuore i funerali di Donato Papa, morto due notti fa, già segretario del Psi ed ex assessore allo sport del Comune di Grosseto, a cavallo tra gli anni 70 e 80 con i sindaci Giovanni Battista Finetti e Flavio Tattarini.
Il figlio di Mauro Papa, direttore della Clarisse, ieri lo ha ricordato con parole piene d’amore: «Mio padre era un immigrato che, come la maggior parte dei migranti, amava rendere migliore la terra in cui aveva scelto di approdare. La voleva migliore non per la sua famiglia ma per tutti. Siamo orgogliosi di lui e di mia madre che ci hanno insegnato a essere aperti, accoglienti e solidali. Spero di avere sempre il suo coraggio e il suo perenne sorriso».

sabato 10 febbraio 2018

Muore ex vicesindaco e assessore: «Una grande perdita»



GROSSETO – È morto questa mattina Donato Papa, già segretario del Psi ed ex assessore allo sport del Comune di Grosseto, per cui ricoprì anche la carica di vicesindaco, a cavallo tra gli anni 70 e 80 con i sindaci Giovanni Battista Finetti e Flavio Tattarini.
Donato Papa era il padre di Mauro Papa direttore della Clarisse. «Una grande perdita – hanno commentato Dino Seccarecci e Filippo Andretta,esponenti del Psi insieme abbiamo condiviso tante battaglie».
                                                                                       LINK:http://www.ilgiunco.net/2018/02/10/muore-ex-vicesindaco-e-assessore-una-grande-perdita/

martedì 30 gennaio 2018

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mercoledì 17 gennaio 2018

IRPEF: gli scaglioni e le aliquote 2018


Guida aliquote IRPEF 2018 per la tassazione sui redditi 2017
Le varie ipotesi di riforma dell’Irpef e dei relativi scaglioni sono sostanzialmente in stand-by causa elezioni politiche del 4 marzo. Restano infatti invariate le fasce percentuali così come gli scaglioni di reddito. L’imposizione fiscale sul reddito delle persone fisiche rimane dunque imposta diretta e progressiva, proporzionale all’effettiva entità di tutti i redditi percepiti dal contribuente, che anche quest’anno la verserà per il periodo d’imposta di riferimento in funzione dei consueti 5 scaglioni di reddito nel quale rientra.
ADDIZIONALI IRPEF 2018 – Alle aliquote e agli scaglioni IRPEF, vanno sommate come di consueto le addizionali comunali e regionali da versare agli enti locali, in base alla residenza. Ogni Regione delibera l’imposta entro il tetto massimo di 3,3% mentre il Comune entro lo 0,8%, tranne casi particolari.
DETRAZIONI FISCALI 2018 – Nella dichiarazione dei redditi il Governo ha mantenuto le detrazioni fiscali al 19% (dal 2018 il quadro si arricchisce di nuove voci di spesa detraibili), proporzionali ai consueti scaglioni di reddito.
ALIQUOTE E SCAGLIONI 2018 – Vediamo dunque aliquote e scaglioni per il 2019:
  • 1° scaglione – Reddito tra 0 e 15.000 euro: il primo degli scaglioni IRPEF coinvolge i contribuenti con un reddito compreso tra 0 euro e 15.000 euro. In questo caso l’aliquota IRPEF è del 23%, che corrisponde – nel caso di massimo reddito per questa fascia – ad una tassazione di 3.450 euro. Facendo un rapido calcolo, nella prima fascia sono ricompresi tutti i lavoratori che percepiscono un reddito non superiore a 1.250 euro.
  • 2° scaglione – Reddito tra 15.001 e 28.000 euro: il secondo scaglione IRPEF è quello che comprende i redditi tra da 15.001 euro a 28.000 euro. L’aliquota riservata a questa fascia è del 27%, con una tassazione – nel caso di reddito più alto – di 6.960 euro. Sono rappresentati da tale categoria le persone con reddito mensile non superiore a 2.335 euro. A partire dal secondo scaglione in poi (quindi in caso di reddito maggiore rispetto a quello con aliquota base), si applica l’aliquota successiva solo per la parte eccedente di reddito.
  • 3° scaglione – Reddito tra 28.001 e 55.000 euro: il terzo scaglione di reddito è quello compreso tra 28.001 euro e 55.000 euro, per contribuenti con un reddito massimo di 4.583 euro. L’aliquota IRPEF è fissata al 38% sulla soglia eccedente la seconda (ossia si applica il 38% solo per la quota di reddito che supera i 28mila euro, ai quali si applica l’aliquota precedente del 27%). In questo caso, la quota IRPEF sarà pari a 17.220 euro in caso di reddito più alto.
  • 4° scaglione – Reddito tra 55.001 e 75.000 euro: il quarto scaglione IRPEF coinvolge tutti i contribuenti da 55.001 euro a 75.000 euro, che presentano un reddito mensile non superiore a 6.250 euro. Per questi contribuenti, l’aliquota IRPEF sulla quota eccedente il precedente scaglione è del 41% e di conseguenza l’onere fiscale più alto sarà pari a 25.420 euro.
  • 5° scaglione – Reddito sopra i 75.000 euro: Oltre i 75.000 euro di reddito, ovvero per il quinto ed ultimo scaglione di reddito, l’aliquota IRPEF è pari al 43%. I contribuenti facoltosi, che percepiscono un reddito annuo eccedente i 75 mila euro, ovvero oltre 6.250 euro mensili dovranno corrispondere 25.420 euro più il 43% sul reddito eccedente.
Leggi anche:
Scaglioni Irpef 2018: la proposta di riforma per modificarli
Def: stangata fiscale da 77 miliardi fra il 2017 e il 2020
Controlli fiscali sui conti correnti: le novità
Al via Carta Famiglia: tutti gli sconti ISEE
      

martedì 16 gennaio 2018

Piano anticorruzione, consultazione del Consiglio regionale


Entro il 26 gennaio cittadini e associazioni potranno presentare proposte di modifica ed integrazione al Piano di prevenzione della corruzione 2018-2020. Sul sito web dell’Assemblea è possibile consultare la documentazione

(ACR) - Nell'ambito delle iniziative in materia di prevenzione e contrasto della corruzione e trasparenza, il Consiglio regionale della Basilicata deve approvare entro il 31 gennaio 2018 l’aggiornamento del Piano triennale di prevenzione della corruzione, che comprende anche una sezione specifica sugli obblighi per la trasparenza.

I cittadini, le associazioni e tutte le organizzazioni portatrici di interessi collettivi possono presentare eventuali proposte di modifica ed integrazione al Piano, inviandole entro le ore 13,00 del 26 gennaio 2018 con una mail al responsabile per la prevenzione della corruzione del Consiglio regionale (leonardo.viggiano@regione.basilicata.it).

Le osservazioni e le proposte dei cittadini saranno prese in considerazione nella redazione dell’aggiornamento del Piano.

Collegandosi al sito web del Consiglio regionale è possibile consultare la proposta di Piano triennale di prevenzione della corruzione e lo schema degli obblighi di pubblicazione.
Redazione Consiglio Informa

venerdì 15 dicembre 2017

IMU TASI per immobili inagibili o inabitabili


Le agevolazioni previste quando l’immobile è inagibile o inabitabile: come ottenere lo status e come richiedere lo sconto IMU-TASI.
Ancora pochi giorni per pagare il saldo IMU TASI 2017, i termini scadono il 18 dicembre cadendo il 16 di sabato. Ricordiamo brevemente che, per il calcolo della seconda rata, è necessario applicare le nuove aliquote 2017 se deliberate nei tempi di legge, o quelle 2016 in alternativa, quindi sottrarre quanto già versato in fase di acconto a giugno.
Per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati è prevista una riduzione IMU e TASI del 50% applicabile limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono tali condizioni, sulla base di quanto disposto dalla delibera ID n. 45/2017 del 27/03/2017, vigente a fini regolamentari che ha approvato le aliquote IMU per l’anno 2017.
È tuttavia sempre consigliabile consultare anche le delibere comunali contenenti le regole per tali fabbricati.
Procedura
Per far attribuire all’immobile lo status di inagibilità o inabitabilità ed effettivo non utilizzo è necessario che sussistano le seguenti condizioni:
  • l’inagibilità o inabitabilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente e simile) o di una obsolescenza funzionale, strutturale e tecnologica, non superabile con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria (art. 3, lettere a) e b), D.P.R. 06 giugno 2001, n° 380), bensì con interventi di restauro e risanamento conservativo e/o di ristrutturazione edilizia (art. 3, lettere c) e d), D.P.R. 06 giugno 2001, n° 380), ed ai sensi del vigente regolamento urbanistico edilizio comunale;
  • l’immobile non deve essere utilizzato, neanche per usi difformi rispetto alla destinazione originaria e/o autorizzata.
    Per accertare l’effettiva inagibilità o inabitabilità dell’immobile è necessaria la perizia a carico del proprietario eseguita su indicazione dell’ufficio tecnico comunale una volta ricevuta la domanda di sgravio.
    In alternativa, il contribuente può presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del Decreto del presidente della Repubblica n. 445/2000 con la possibilità del personale tecnico dell’Ufficio di accertare la sussistenza dei requisiti attraverso sopralluogo, previa autorizzazione da parte del proprietario.
    In assenza di questa procedura non è possibile fruire del beneficio, applicabile a partire dalla data in cui si inoltra al Comune domanda di esenzione con perizia o auto-dichiarazione. Se l’Ufficio riscontra invece la non sussistenza delle condizioni che danno diritto allo sconto IMU TASI,  deve emettere un provvedimento di diniego che attesti il mancato riconoscimento del diritto all’agevolazione e conseguente conguaglio fiscale.
    Applicazione
    Nel caso in cui sussistano i requisiti, dunque, l’agevolazione scatta dalla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva, valida anche per le annualità successive, finché permangono le condizioni di inabitabilità o inagibilità ed effettivo non utilizzo.
    In caso di variazioni è obbligatorio presentare apposita dichiarazione IMU, secondo le scadenze previste dalla normativa vigente.
  • Noemi Ricci - 15 dicembre 2017

mercoledì 13 dicembre 2017

Pensioni 2018: nuove regole e nuove date per il pagamento degli assegni



Nel 2018 cambiano le date per l'accredito delle pensioni: non tutti riceveranno l'assegno nello stesso giorno
Dal 2018 cambia il calendario del pagamento degli assegni previdenziali. Il nuovo pagamento delle pensioni non avverrà più il primo giorno bancabile del mese ma il secondo, o il giorno successivo se si tratta di giornata festiva o non bancabile, con un unico mandato di pagamento.
La novità è introdotta dal decreto legge 65/2015 contenuta nel decreto Milleproroghe e ha come obiettivo la razionalizzazione delle procedure di pagamento dell’Inps. Riguarda il pagamento di trattamenti pensionistici, assegni, pensioni e indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché delle rendite vitalizie dell’Inail sui conti correnti postali e bancari.
GIORNI DIVERSI TRA BANCA E POSTE – Lo slittamento di 24 ore nel pagamento pensioni 2018 sembra una sciocchezza ma può creare confusione, dato che le giornate bancabili possono essere differenti, a seconda che il pagamento avvenga tramite Poste Italiane o un diverso istituto di credito. Le Poste sono aperte mezza giornata mentre il sabato le banche sono chiuse. Ecco perché il giorno di pagamento pensioni 2018 potrebbe non coincidere per pensionati che ricevono l’importo mensile su conto bancario e per coloro che invece hanno l’accredito alle poste.
Nel caso in cui il secondo giorno corrisponda al weekend della settimana, ovvero a sabato, la pensione non sarà accreditata prima del lunedì successivo andando così ad aumentare le 24 ore di attesa di rinvio, provocando disagi in presenza di una pensione minima o di pagamenti rateali da rispettare. Stesso ritardo vale in presenza dei giorni di festività.
NUOVO CALENDARIO PAGAMENTO PENSIONI – Il nuovo calendario di accredito pensionistico prevede quindi:

  • Gennaio: mercoledì 3 sia per le Poste italiane che per le banche

  • Febbraio: sabato 3 per le Poste, lunedì 5 per le banche

  • Marzo: venerdì 2 per le Poste e per le banche

  • Aprile: martedì 3 per Poste e per le banche

  • Maggio: giovedì 3 (il 1° maggio è festivo) per Poste e per le banche

  • Giugno: lunedì 4 (il 2 giugno è festivo) per le Poste e per le banche

  • Luglio: martedì 3 per Poste e per le banche

  • Agosto: giovedì 2 per Poste e per le banche

  • Settembre: lunedì 3 per Poste, martedì 4 per le banche

  • Ottobre: lunedì 1 per Poste e per le banche

  • Novembre: sabato 3 (il 1° novembre è festivo) per le Poste, lunedì 5 per le banche

  • Dicembre: lunedì 3 per le Poste e per le banche

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