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giovedì 16 gennaio 2020

lunedì 13 gennaio 2020

Tasse, mutui e agevolazioni casa: cosa cambia nel 2020



Proroga detrazioni edilizia, introduzione bonus facciate, accorpamento IMU-TASI, agevolazioni mutuo per giovani coppie: le misure fiscali sulla casa dopo la Manovra 2020.
7 Novembre 2019Non solo proroga di tutte le detrazioni edilizie (ristrutturazioni, riqualificazione energetica, sisma, mobili) e new entry bonus facciate, ma anche altre agevolazioni, dal mutuo per l’acquisto per la prima casa alla riforma IMU TASI.
Vediamo il quadro completo delle agevolazioni fiscali sulla casa previsto dalle Legge di Bilancio 2020 e dal decreto collegato.
Detrazioni edilizia
16 Ottobre 2019Qui come detto c’è la new entry, rappresentata dal bonus facciate al 90% sui lavori, anche di manutenzione ordinaria, sulle facciate degli edifici. Devono trovarsi nelle zona ad alta densità abitativa (A e B dei piani regolatori) e riguardare le strutture opache (sono quindi esclusi infissi o grondaie).
Poi ci sono le proroghe nelle attuali misure della detrazione sulle ristrutturazioni al 50% fino a 96mila euro di spesa, dell’ecobonus al 65% per un tetto di spesa che varia a seconda dell’intervento, del bonus mobili al 50% fino a 10mila euro, del bonus verde al 36% fino a 5mila euro (questa misura è contenuta nel Milleproroghe).
IMU
5 Novembre 2019In teoria, per il contribuente non dovrebbe cambiare niente: la norma accorpa IMU e TASI lasciando invariate le aliquote. Si tratta di un semplificazione: sparisce la TASI e l’unica imposta sulla casa torna a essere l’IMU. Le regole sono contenute nel comma 755 e seguenti della manovra.
I Comuni possono portare l’aliquota IMU massima all’1,14%, incamerando anche la TASI.
Detrazioni fiscali
La detrazione sul mutuo primo casa al 19% è l’unica che resta immutata, a prescindere dal reddito (negli altri casi, c’è una stretta per chi guadagna più di 120mila euro). E’ però necessario, anche nel caso del mutuo prima casa (come, dal 2020, per applicar tutte le altre detrazioni al 19%, che il pagamento avvenga con modalità tracciabili.
Mutuo prima casa
In realtà questa è un’agevolazione prorogata dal decreto crescita, che l’ha rifinanziata per tutto il 2019. Riguarda i mutui prima casa, e garantisce il 50% del capitale investito. attivabile da giovani coppie (almeno un componente under 35), nuclei monogenitoriali con figli minori, abitanti in affitto in case popolari, giovani under 35 con rapporto di lavoro atipico. Il mutuo non può superare i 250mila euro.
Rinegoziazione mutuo
19 Dicembre 2019Se è in corso una procedura esecutiva sulla prima casa, il debitore può chiedere la rinegoziazione del mutuo oppure la surroga a una banca terza, il cui ricavato deve essere utilizzato per estinguere il mutuo in essere, con assistenza della garanzia del Fondo di garanzia per la prima casa.
Il debitore deve essere un consumatore (non un’impresa), il creditore una banca, il mutuo (di garanzia ipotecaria di primo grado) deve già essere rimborsata al 10%, il debito complessivo non sia superiore a 250mila euro. Sono previsti una serie di alti requisiti, precisamente descritti dalla norma, contenuta nell’articolo 41-bis del decreto fiscale.
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domenica 12 gennaio 2020

Cascate di San Fele, meraviglie dell'Appennino Lucano

Alla scoperta delle cascate "U uattanniere" che alimentavano gli opifici

sanfelesi


Dal cuore dell'Appennino Lucano sgorga il Torrente Bradano che confluisce nella fiumara di Atella e poi nel fiume Ofanto-Mare Adriatico. Il corso d'acqua attraversa il territorio del comune di San Fele, in provincia di Potenza, sul quale si trova costretto ad affrontare numerosi dislivelli creando una serie di affascinanti salti di quota che danno vita al sistema delle Cascate di San Fele. Le cascate prendono il nome di “U uattenniere” termine dialettale col quale si definisce la "Gualchiera", un macchinario utilizzato negli antichi opifici della zona, edificati nel tempo proprio a ridosso delle cascate per sfruttare la forza dell'acqua che, tuffandosi, metteva in funzione delle pale che azionavano, a loro volta, dei magli che battevano la lana tessuta. Questa tecnica di lavorazione consentiva di ottenere panni più resistenti pronti per le lavorazioni successive.
L'acqua, qui, è sempre stata un bene prezioso del quale gli abitanti si avvalevano anche per far funzionare gli antichi mulini che punteggiavano la zona e dei quali è ancora possibile ammirare le vestigia a testimonianza dell'operosità dei cittadini sanfelesi. Chi desidera ripercorrere la storia di questi splendidi territori, scoprire il profondo legame tra i suoi abitanti e le acqua che lo solcano ed ammirare lo spettacolo dei magnifici salti che compiono le Cascate di San Fele, può godere dell'opportunità di concedersi diversi interessanti trekking lungo il corso del torrente Bradano. Grazie all'impegno profuso dal Comune di San Fele, infatti, il sito è stato completamente riqualificato e riportato al suo antico splendore e può essere piacevolmente esplorato attraverso numerosi percorsi escursionistici dalle caratteristiche differenti che si adattano ad ogni livello di allenamento.
L'itinerario totale si dipana per ben 8 chilometri ed è suddiviso in differenti percorsi. Il percorso "La Pineta" che, in circa 20 minuti di cammino, costeggia il torrente Bradano, mostra una serie di opere di sistemazione idraulica realizzate tra gli anni '50 e '60 tra cui briglie in cemento, gabbioni in pietra e i ruderi di un antico mulino. Il percorso "U Urtone" si dipana per circa un chilometro ed è uno dei due itinerari che hanno accesso dal paese di San Fele per giungere alle cascate. "Il Paradiso", invece, costeggia per 300 metri le placide acque che si tuffano riducendosi, però, nella stagione estiva, ad un pozzo profondo più di 6 metri. Occorrono, invece, circa quattro ore di cammino per percorrere i 4 chilometri del secondo itinerario che parte dal paese di San Fele. Si chiama "Il Ponte" e prende il nome dal passaggio su un ponte edificato negli anni '20 realizzato per creare un collegamento veloce tra la montagna e il paese.
Bastano, invece, pochi minuti per ultimare il percorso "Le Gemelle" che prende il nome dalle cascate che consente di ammirare. Si tratta di due salti compiuti dai torrenti Bradano ed Acquafredda che si incontrano facendo confluire le proprie acque in un placido laghetto. Seguendo, infine, il percorso "Fosso d'Anna", al quale si accede attraverso un sentiero nel bosco, camminando per circa un chilometro si possono ammirare alcuni dei vivaci salti compiuti dalla Cascate di San Fele in un susseguirsi di suggestivi scenari immersi nella natura

martedì 7 gennaio 2020

Manovra: Mezzogiorno, dal bonus investimenti al fondo Cresci al Sud


Oltre a prorogare e allargare il raggio di una serie di bonus previsti per le imprese del Mezzogiorno, in Manovra spunta "Cresci al Sud", un nuovo fondo per far crescere le PMI nelle 8 Regioni interessate.
Diversi commi della Manovra 2020 sono interamente dedicati alle misure per il Sud Italia, con una serie di misure per favorire gli investimenti delle imprese in queste zone. 
Cresci al Sud: cos'è e come funziona
Partiamo dalla novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2020. Dopo Resto al Sud, l’incentivo per coprire i costi di avvio delle nuove imprese da parte degli under 46 - esteso con il decreto sisma anche ai Comuni del cratere sismico 2016 e 2017 - il Governo propone una misura complementare per far crescere le imprese del Mezzogiorno. 
Si tratta di Cresci al Sud, il fondo a sostegno della competitività e della crescita dimensionale delle piccole e medie imprese aventi sede legale e attività produttiva nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. 
Si parte con una dotazione di 250 milioni tra il 2020 e il 2021 (rispettivamente 150 il primo anno e 100 il secondo) provenienti dalle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione. 
Per garantire tali risorse la Manovra annulla il piano da 300 milioni per l'attrazione di nuove iniziative imprenditoriali nelle Zone economiche speciali, previsto dal decreto Crescita, che di fatto ancora non aveva preso il via.
Il Fondo opera investendo nel capitale delle imprese  unitamente e contestualmente a investitori privati indipendenti. L'investimento nel capitale di ciascuna impresa target è finanziato, secondo le modalità definite nel regolamento di gestione del Fondo, anche da risorse apportate dagli investitori privati, che saranno individuati attraverso una procedura aperta e trasparente.
La gestione è affidata ad Invitalia, che può anche avvalersi della Banca del Mezzogiorno e di altre società interamente partecipate. Quote aggiuntive del Fondo possono essere sottoscritte anche da investitori istituzionali, pubblici e privati, individuati dalla medesima Agenzia, da Cassa depositi e prestiti, dalla Banca europea per gli investimenti e dal Fondo europeo per gli investimenti. 
Nuova Sabatini: contributo più alto per le imprese del Sud
Per rafforzare il sostegno agli investimenti innovativi realizzati dalle micro e piccole imprese in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, si allarga il perimetro della Nuova Sabatini: la maggiorazione del contributo statale prevista se si tratta di investimenti 4.0 sale dal 30 al 100%. A disposizione, 60 milioni dal 2020 al 2025 (12 milioni di euro per il 2020, 11 milioni per ciascuno degli anni dal 2021 al 2024 e 4 milioni di euro per l’anno 2025).
Il 25% delle risorse è destinata alle micro, piccole e medie imprese per l’acquisto, anche mediante operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.
Proroga del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno 
Proroga di un anno, quindi al 31 dicembre 2020, per il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo).
Previsto dalla Legge di Stabilità 2016, il bonus doveva scadere a fine anno. Per il 2020 la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'agevolazione è 617 milioni di euro.
Nuove modifiche al Piano Sviluppo e coesione
Per accelerare la spesa dei fondi nazionali destinati alla coesione territoriale il decreto Crescita aveva sostituito la molteplicità di Programmi finanziati dal FSC con un unico Piano Sviluppo e Coesione per ciascuna amministrazione.
Ora la Legge di Bilancio rimette mano ad alcuni aspetti di questa semplificazione. La Manovra prevede che in sede di prima approvazione, i Piani sviluppo e coesione potranno contenere:
·         a) gli interventi dotati di progettazione esecutiva o con procedura di aggiudicazione avviata, individuati sulla base dei dati di monitoraggio presenti, alla data del 31 dicembre 2019, nel sistema di monitoraggio unitario;
·         b) gli interventi che, pur non rientrando nella casistica di cui alla lettera a), siano valutati favorevolmente da parte del Dipartimento per le politiche di coesione, dell’Agenzia per la coesione territoriale, d'intesa con le Amministrazioni titolari delle risorse, in ragione della coerenza con le “missioni” della politica di coesione di cui alla nota di aggiornamento al DEF 2019 e con gli obiettivi strategici del nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei, fermo restando l’obbligo di generare obbligazioni giuridicamente vincolanti entro il 31 dicembre 2021.
Le risorse eventualmente non rientranti nel Piano sviluppo e coesione, saranno riprogrammate con delibera del CIPE su proposta del ministro per il Sud, di concerto con le amministrazioni competenti, al fine di contribuire al finanziamento di un Piano sviluppo e coesione per ciascuna delle “missioni”. Tali risorse possono finanziare i Contratti istituzionali di sviluppo e la progettazione degli investimenti infrastrutturali. 
Contributo per infrastrutture sociali
Per incentivare gli investimenti in infrastrutture sociali, ai comuni situati nel territorio delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia è assegnato un contributo pari a 300 milioni per il periodo 2020-2023 a valere sul Fondo sviluppo e coesione 2014-2020.
Nuove risorse per le aree interne e rafforzate le ZES
Al fine di rafforzare ed ampliare la strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne del Paese, è incrementata la dotazione del Fondo di rotazione di cui alla legge n. 183 del 16 aprile 1987 di 90 milioni di euro (30 milioni per ciascun anno dal 2020 al 2022). 
Previsto inoltre il rafforzamento delle Zone economiche speciali (ZES): la funzione di Presidente del Comitato di indirizzo della ZES, cioè di presidente dell’organo che amministra le Zone Economiche Speciali (ZES), sia regionali che interregionali, sia attribuita ad un Commissario straordinario del Governo. Viene inoltre esteso ai beni acquisiti entro il 31 dicembre 2022, il credito d’imposta concesso per gli investimenti nelle ZES.
Il regime delle ZES è inoltre esteso alle cosiddette ZLS, zone logistiche semplificate: estendsi quindi i benefici di carattere fiscale previsti originariamente solo in capo alle ZES.
Clausola del 34% 
Si tratta del criterio di assegnazione differenziale di risorse a favore degli interventi nei territori delle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna, in base al quale che le Amministrazioni centrali dello Stato si debbano conformare all'obiettivo di destinare agli interventi nelle regioni del Mezzogiorno un volume complessivo annuale di stanziamenti ordinari in conto capitale proporzionale alla popolazione di riferimento (corrispondente, cioè, 34% degli stanziamenti) o conforme ad altro criterio relativo a specifiche criticità.
La Legge di Bilancio interviene sulle modalità di definizione della cosiddetta “clausola del 34%” ai fini della destinazione alle regioni del Mezzogiorno delle risorse ordinarie in conto capitale, in proporzione alla popolazione di riferimento.
La Manovra 2020 sopprime la norma che prevedeva l’adozione di un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con cui stabilire le modalità per verificare l’attuazione delle disposizioni e l’andamento della spesa erogata.
Con le modifiche apportate, inoltre, l’unico criterio di riferimento per l’assegnazione differenziale delle risorse in favore del Mezzogiorno è quello della popolazione, escludendo pertanto la possibilità di indicare “altro criterio relativo a specifiche criticità”.
Non si prevede più l’individuazione annuale dei programmi di spesa in conto capitale interessati dall'applicazione della regola del 34%. 
Per quanto riguarda le risorse oggetto di ripartizione differenziale, non si fa più riferimento agli stanziamenti ordinari in conto capitale, in quanto la nuova formulazione considera, ora, le risorse dei programmi di spesa in conto capitale finalizzati alla crescita o al sostegno degli investimenti, da assegnare sull'intero territorio nazionale, per i quali non si abbiano criteri o indicatori di attribuzione già individuati. 
Si conferma quindi l’esclusione, dalla regola del 34%, delle risorse nazionali aggiuntive iscritte sul Fondo sviluppo e coesione (FSC) e quelle derivanti dai fondi strutturali e di investimenti europei (SIE) e dal relativo cofinanziamento nazionale, in quanto assoggettate a specifica chiave di riparto (80% al Sud e 20% al Centro Nord). 
Prorogato dal 28 febbraio al 30 giugno di ogni anno il termine entro il quale le amministrazioni centrali trasmettono al Ministro per il Sud e al Ministro dell'economia l'elenco dei programmi di spesa ordinaria in conto capitale identificati.
·         Finanziamenti Nuova Sabatini
·         Credito d'imposta
·         Fondo Sviluppo Coesione - FSC
·         Legge Bilancio


sabato 4 gennaio 2020

COMUNE DI SAN FELE..C. U. P. (centro unificato di prenotazioni)

UN SOGNO IN UN CASSETTO DEL MAGAZZINO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

BY ARCHIVIO

PARTE DA SAN FELE UN PROGETTO FRA TURISMO E TRADIZIONE
Si è svolta, il 2 dicembre 2008, negli Uffici regionali della Commissione dei Lucani all’Estero, un incontro che ha visto la presenza della Dott. Ssa Russo, Direttrice del Museo Archeologico Nazionale del Comune di Muro Lucano, il Commissario del Comune di Muro Lucano, Claudia Livia Cimadomo, il Vice Sindaco del Comune di Ruvo del Monte, Fortunato Donato, il Sindaco di San Fele Donato Sperduto, il Sindaco di Bella Salvatore Santorsa, il Presidente della Commissione Lucani all’Estero Pietro Simonetti e la Project Manager Fernanda Ruggiero che ha esposto il progetto di marketing territoriale denominato “ Turismo e Tradizione”. “Si sono definiti – si legge in un comunicato stampa del Comune di San Fele - i procedimenti amministrativi e la struttura giuridica di un possibile Consorzio Turistico intercomunale con un possibile C. U. P. (centro unificato di prenotazioni) presso l’attuale sede dell’Ufficio Turismodel Comune di San Fele che si propone con questa idea che vedrà di certo anche la partecipazione del Comune di Castelgrande,del Comune di Pescopagano e del Comune di Rapone, invitati all’incontro ma non presenti, di creare un gruppo di lavoro che seguirà un unico progetto nei prossimi anni e che unitamente con gli uffici regionali ha assunto l’impegno di organizzare un convegno internazionale di studi con la collaborazione dell’Università degli Studi di Basilicata e la Soprintendenza dei Beni Archeologici di Potenza oltre che con la collaborazione di altri Enti e Università italiane per discutere e approvare l’idea di progetto. L’argomento del Convegno e che si prevede di organizzarlo a breve, sarà “Il Turismo della Tradizione: una strategia per il territorio per la conoscenza, tutela e valorizzazione nel contesto italiano e internazionale della memoria storica dei nostri comuni”. “Un’idea di marketing solida che toccherà ricerca, infrastrutture e promozione, che si collegherà ad altri territori nazionali e che sarà progetto integrato. Un piano di lavoro per una cooperazione locale e internazionale per la diffusione delle tradizioni a fini turistici. Un progetto che con gli sportelli Basilicata in fase di costituzione , si propone per attivare fattivamente il “turismo di ritorno”, con l’obiettivo di riportare nei nostri luoghi tanti nostri connazionali che dovranno ritrovare servizi di qualità e una accoglienza e proposte di itinerari che tocchino i cinque sensi unitamente alla memoria di questi luoghi.

giovedì 2 gennaio 2020

ELEZIONI COMUNALI SAN FELE 2019:-PROGRAMMA-LISTE-RISULTATI


PROGRAMMA ELETTORALE DELLA LISTA "CITTADINANZA UNITA"

1 Riorganizzazione della Pubblica Amministrazione e Funzionamento degli uffici
2 Viabilità ed Assetto urbano
3 Attività Produttive e Sviluppo dei beni e dei servizi del Territorio
4 Ambiente e Gestione dei rifiuti 
5 Patrimonio
6 Area Cultura
7 Sviluppo Turistico
8 Programmazione Europea
9 Area servizi sociali ( Welfare)
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                                 --------------------------
PROGRAMMA ELETTORALE DELLA LISTA "IMPEGNO COMUNE"


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RISULTATI ELEZIONI COMUNALI SAN FELE 2019