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giovedì 16 ottobre 2014

TASI 2014 prima e dopo la scadenza: il decalogo

TASI in 10 passi per i contribuenti chiamati alla cassa il 16 ottobre: i passi da seguire per pagare anche dopo la scadenza, con le regole, le guide e le risorse di calcolo online per i casi particolari.

Il 16 ottobre è l’ultimo giorno utile per pagare l’acconto TASI in circa mila Comuni, dove proprietari di immobili e inquilini sono chiamati a districarsi tra mille regole, aliquote, detrazioni e scadenze diverse. Ecco il decalogo semplice per i  circa 15 milioni di contribuenti coinvolti nell’adempimento, semplificando il più possibile la vita a chi deve pagare, anche in ritardo con maggiorazioni.
1. Scadenza TASI
La prima cosa da fare è controllare se il proprio Comune è fra i 5.227 che hanno deliberato in tempo per l’acconto TASI del16 ottobre, ossia entro il 10 settembre. Negli oltre 2mila in cui si è già pagato in giugno l’appuntamento è invece con il saldo entro il 16 dicembre, quando pagheranno in un’unica rata anche i contribuenti che risiedono nei circa 600 Comuni che non hanno deliberato in tempo.
2. Imponibile TASI
Una volta verificato che si deve pagare, bisogna capire quanto. Prima di consultare le delibere, bisogna calcolare l’imponibile TASI a cui applicare le aliquote (stesse regole IMU): rendita catastale rivalutata del 5% (per i terreni agricoli, reddito dominicale rivalutato del 25%) moltiplicato il coefficiente dell’immobile
Tipologia immobile
Categoria catastale
Coefficiente TASI
Abitazione principale
A1-A9
160
Uffici e studi privati
A10
80
Collegi e convitti; Case di cura (senza fini di lucro); Prigioni e riformatori; Uffici pubblici; Scuole; Biblioteche e musei; Cappelle e oratori privati; Magazzini sotterranei di deposito derrate
B1-B8
140
Negozi e botteghe
C1
55
Depositi, cantine e soffitte
C2
160
Laboratori artigianali, palestre senza fini di lucso, stabilimenti balneari
C3-C5
140
Posti auto, tettoie
C6, C7
160
Opifici, alberghi, teatri, case di cura con fine di lucro, palestre con fine di lucro, fabbricati speciali per attività produttive e commerciali, edifici galleggianti, fabbricati per attività produttive agricole
D1-D4, D6-D10
65
Banche
D5
80
Terreni agricoli
135
Terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti e agricoltori professionali
75

3. Aliquote TASI
A questo punto si deve applicare la corretta aliquota per il proprio immobile, consultando la delibera comunale che deve attenersi alla regola generale sui tetti massimi:
·         Prima casa: 0,25% /0,33%  (con maggiorazione massima dello 0,08%)
·         Prime case di lusso (A1-A9): 0,33% con somma IMU+TASI fino a 0,68%
·         Altri immobili (somma TASI+IMU): 1,06% / 1,14%  (con maggiorazione massima dello 0,08%)
Nel calcolo sulle prime case bisogna inserire anche le pertinenze, massimo tre ma solo se appartenenti ciascuna a categorie catastali diverse. Forniamo di seguito alcuni materiali utili:
4. Detrazioni
Dopo aver applicato l’aliquota bisogna vedere se ci sono detrazioni, previste per legge laddove il Comune ha applicato maggiorazioni. L’unico modo per verificarlo è leggere la delibera del Comune (i simulatori online non riescono in genere a tenesi aggiornati su tutti, quindi vanno inserite a mano). Ecco una sintesi, per districarsi nel labirinto delle detrazioni:
5.  TASI sulle locazioni
Anche gli inquilini devono pagare la TASI, privati e aziende, con una quota a loro carico che va dal 10 al 30% a seconda del Comune. Se in delibera non c’è nulla di specifico, si applica il 10%. L’aliquota di riferimento è quella che vale per il proprietario. Diversamente il caso se il Comune ha previsto un’aliquota ad hoc per le locazioni.
6. Casi particolari
Esiste una ricca casistica di situazioni specifiche con applicazione dubbia dell’imposta (abitazione assegnata al coniuge, immobili con più proprietari o con diversi inquilini, divisione quote fra proprietario e inquilino…). Per districarsi, ecco alcune risorse utili:
7. Calcolo TASI
6) A questo punto, sono state applicate tutte le variabili utili a calcolare la TASI, che va pagata in acconto nella misura del 50% (il resto a dicembre). Per aiutare i contribuenti, PMI mette a disposizione uno strumento online, in cui inserire tutti i dati per ottenere la somma finale da versare. Per non sbagliare, infatti, ci si può affidare ai diversi software di calcolo TASI online:
8. Esenzioni
Oltre ai casi di esenzione in virtù di una scelta dei Comuni (se hanno deliberato TASI zero) non bisogna pagare l’imposta se l’importo dovuto è inferiore al minimale di 12 euro (o anche più, se il Comune ha deciso diversamente).
9. Versamento
Il pagamento dell’imposta sui servizi indivisibili si esegue con le stesse modalità dell’IMU, con modello F24 o tramite bollettini postali. Di seguito, i link con le istruzioni per la compilazione.
10. TASI in ritardo
Per chi paga dopo il 16 ottobre scattano le sanzioni per il pagamento ritardato. Chi effettua il versamento nei successivi 14 giorni (fino al 30 ottobre) può ricorrere alravvedimento operoso sprint, con mini sanzione dello 0,2% per ogni giorno di ritardo, a cui aggiungere gli interessi legali sempre dell’1% (verificare eventuali diverse soglie nel proprio Comune). Trascorso il termine scatta il ravvedimento breve fino al 30esimo giorno dalla scadenza (15 novembre), con sanzione del 3%. Se ci si mette in regola dopo il mese ma fino al 30 giugno 2015, si ricorre al ravvedimento lungo con sanzione del 3,75%. Da quel momento in poi scatta la normale sanzione per ritardato od omesso versamento: 30% della tassa non pagata.
Per il quadro completo di tutta Italia: Le delibere sul sito delle Finanze
FONTE PMI BARBARA WEISZ 16 ottobre 2014
La Voce dei Condomini BLOG di Leonardo Donofrio: TASI 2014 prima e dopo la scadenza: il decalogo: ...

mercoledì 15 ottobre 2014

TASI per terreni agricoli, edificabili e fabbricati rurali...

TASI per terreni agricoli, fabbricati rurali strumentali o meno all'attività agricola e aree edificabili di proprietà o in affitto: regole e casi particolari.

La TASI per il settore agricolo è meno pesante di quella sulle altre tipologie di immobili, ed anche più economica dell’IMU perché prevede l’esenzione per i terreni agricoli,ma attenzione: c’è una sorta di falla nella formulazione della norma, per cui se un agricoltore è proprietario del terreno non paga l’imposta, se invece è in affitto è tenuto a versarla. Vediamo una breve guida dedicata alla  TASI per le imprese e i professionisti dell’Agricoltura.

=> TASI: casi particolari e calcolo online

Fabbricati rurali

  • Strumentali: aliquota TASI non può superare il tetto massimo 0,1% (comma 678, articolo 1, legge 147/2013), ma il Comune possa può ridurla fino a zero. La base imponibile di calcolo è come per l’IMU: rendita catastale rivalutata per il moltiplicatore 65 (coefficiente della categoria D10).
  • Non strumentali: se il fabbricato rurale è abitato si paga la TASI con le regole ordinarie (aliquota prima casa o per altri immobili, a seconda delle situazioni).

Terreni agricoli

L’esenzione per i terreni agricoli è chiara: la TASI, se un terreno è classificato come agricolo, non si paga in nessun caso (quale che sia la sua ubicazione, destinazione d’uso o professione del proprietario).

=> TASI e IMU per terreni agricoli e fabbricati rurali

Aree edificabili

Come per l’IMU c’è un’esenzione per coltivatori diretti e agricoltori professionali, che però non si applica se il proprietario del terreno non appartiene a queste categorie. Il riferimento è l’articolo 1, comma 669, legge 147/2013, che in seguito alle modifiche introdotte dal Dl 16/2014 recita:
«il presupposto impositivo della TASI è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di fabbricati, ivi compresa l’abitazione principale, e di aree edificabili, come definiti ai sensi dell’imposta municipale propria, ad eccezione, in ogni caso, dei terreni agricoli».
La norma rimanda alle regole IMU (articolo 2, comma 1, Dlgs 504/1992): esenzionelimitata ai terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola. Quindi, se il terreno non è agricolo ma è posseduto da un agricoltore professionale, la TASI non si paga. In caso contrario, è dovuta la TASI.
E qui scatta la distorsione per cui se lo stesso terreno, invece, viene affittato a un agricoltore, quest’ultimo è tenuto a versare la quota inquilino. Questa regola è chiaramente indicata nelle FAQ del Ministero dell’Economia:
«la TASI è dovuta perché il terreno resta edificabile».
Quindi, si calcola la TASI come dovuta la proprietario e poi si applica la quota inquilino dal 10 al 30% in base alla delibera comunale. Ricordiamo che se la questa non prevede nulla, si intende automaticamente fissata al 10%
La Voce dei Condomini BLOG di Leonardo Donofrio: TASI per terreni agricoli, edificabili e fabbricat...: TASI per terreni agricoli.

martedì 14 ottobre 2014

TASI per imprese: il calcolo Comune per Comune

 

I calcoli di Confcommercio e UIL sul peso della TASI per le imprese: ecco quanto si pagherà Comune per Comune.

La quasi totalità delle imprese del terziario (94,1%) dichiara di avere sempre più difficoltà a fronteggiare gli adempimenti fiscali e tra le tasse che stanno causando crisi maggiori dal punto di vista finanziario c’è la TASI, segue a stretto giro la TARI. La scadenza fiscale per il versamento della tassa sui servizi indivisibili nel Comune, lo ricordiamo è fissata al 16 ottobre, mentre per la nuova imposta sui rifiuti è necessario attendere il bollettino precompilato dal Comune.
TASI Comune per Comune
Ad effettuare una simulazione del costo medio TASI pagato dalle imprese, Comune per Comune, è stata la UIL:
·         a Siena 429 euro;
·         a Roma 391 euro;
·         a Firenze 346;
·         a Bari 338;
·         a Foggia 326;
·         a Como 321;
·         a Trieste 309;
·         a Milano 300;
·         a Monza 299;
·         a Pisa 287 euro;
·         a Palermo 115 euro;
·         a Biella 111 euro;
·         a Nuoro 88 euro;
·         a Cosenza 82 euro;
·         a Matera 79 euro;
·         a Potenza 65 euro;
·         a Cesena 60 euro;
·         a Catanzaro 57 euro;
·         ad Ascoli Piceno 46 euro;
·         ad Asti 19 euro.
Ragusa e Olbia sono città a TASI zero.
TASI
Secondo le rilevazioni di Confcommercio-Imprese per l’Italia, effettuate in collaborazione con Format Ricerche, a 5 giorni dalla scadenza TASI solo il 26,9% delle imprese del terziario conosceva l’importo da versare e oltre il 60% si trova in difficoltà nel pagare l’imposta a fronte di un evidente aumento dei costi burocratici.
Secondo il 74,3% delle imprese coinvolte nell’indagine intitolata “L’autunno del Fisco” il problema consiste in primo luogo nell’importo della TASI, considerato troppo ingente, mentre il 64,8% è stato messo a dura prova dalla concentrazione delle scadenze nell’ultimo periodo dell’anno.
TARI
A breve, inoltre, le imprese dovranno pagare anche la TARI, di cui la gran parte non conosce ancora l’importo visto che il 70% del campione non ha ancora ricevuto i bollettini precompilati da parte del proprio Comune. Anche per la TARI il problema principale risiede nel suo importo, ritenuto dall’86% delle imprese iniquo: la sua introduzione comporterà per 1 impresa su 4 un aggravio di oltre il +100% rispetto al passato.
Pressione fiscale
In generale la pressione fiscale che grava sulle imprese, soprattutto quelle del terziario di mercato, non accenna a diminuire e negli ultimi due anni ha inciso negativamente sull’80% delle aziende limitandone la crescita e la possibilità di fare investimenti e nuove assunzioni
LEGGI  La Voce dei Condomini BLOG di Leonardo Donofrio: TASI per imprese: il calcolo Comune per Comune:

sabato 11 ottobre 2014

TASI detrazioni 2014: Roma, Milano e principali Comuni

TASI 2014 con oltre 100mila diverse detrazioni in più di 2mila Comuni: ecco tutte le formulazioni possibili e gli esempi a Roma, Milano e in altre città d'Italia.

Ricordate la detrazione IMU prima casa (200 euro + 50 per ogni figlio a carico)? Dimenticatela: il legislatore italiano ha deciso che era troppo facile e ha pensato bene di introdurre, insieme alla TASI, tassa sui servizi indivisibili del Comune, anche la discrezionalità locale in materia di agevolazioni. Il risultato? Secondo il Ministero delle Finanze, circa 100mila detrazioni diverse in 2.350 Comuni (appena un 1/4): si tratta di sconti TASI 2014 sulle prime case, tutti diversi in base a rendita catastale, caratteristiche dell’immobile, composizione del nucleo familiare o reddito. Spesso con diversi scaglioni, una lunga serie di casi particolari e in alcuni casi conazzeramento TASI sull’abitazione principale (unici capoluoghi di provincia, Ragusa e Olbia) o, ancora, prevedendo un’aliquota fissa senza detrazioni. Insomma, in vista dell’acconto di ottobre, appuntamento imminente che riguarderà 15 milioni di proprietari di immobili, situati in 5.227 Comuni si prevedono giorni di fuoco.

=> Elenco Comuni con acconto TASI a ottobre

Detrazioni TASI

Cercando di fare chiarezza nella giungla delle detrazioni, da verificare consultando la delibera del Comune (come leggere le delibere TASI), vediamo prima a grandi linee le tipologie di detrazione:
  • aliquota fissa: il contribuente deve applicare l’aliquota TASI all’imponibile senza ulteriori calcoli;
  • aliquota a scaglioni: aliquote diverse a seconda del tipo d’immobile o del reddito come ad esempio Lucca, con 4 scaglioni (al 2,5 per mille e al 3,3 per mille) in base alla rendita catastale;
  • detrazione fissa: detrazione unica in stile ex-IMU prima casa, come a Biella (175 euro), Pescara (100 euro), Barletta (70 euro) o Carrara (140 euro);
  • detrazione variabile con la rendita: caso frequente come a Roma e Napoli, prevede scaglioni di rendita catastale (mediamente da 3 a 5, addirittura 9 a Pisa) inversamente proporzionali alla detrazione;
  • detrazione variabile con il reddito: a scaglioni di reddito (in base alla dichiarazione IRPEF o all’ISEE del nucleo familiare) corrispondono detrazioni inversamente proporzionali;
  • detrazione per numero di figli: in genere legata ad altre (reddito o caratteristiche dell’immobile), può essere modulata in base a età e carico fiscale;
  • detrazione per nucleo familiare: sconti per situazioni particolari (portatori di handicap, età dei proprietari, ecc.);
  • Detrazioni miste: legate a un mix di requisiti (rendita + reddito oppure reddito + figli), a volte differenziandovi anche le aliquote oltre che gli sconti.
Tutto questo può essere ulteriormente complicato dalle regole che intervengono nel caso in cui l’immobile sia di proprietà di più persone (come i coniugi). La regola generale è che ognuno dei proprietari calcoli la TASI applicando aliquota e detrazione in base alla quota di pertinenza.

=> TASI 2014: le più care Torino, Roma e Bologna

Detrazioni TASI a Roma

L’aliquota TASI sulle prime case è al 2,5 per mille, valida anche per fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, casa coniugale assegnata al coniuge, immobile non in locazione del personale in servizio permanente nelle forze dell’ordine (Forze armate, Polizia, Carabinieri, Gdf, Vigili del fuoco, personale appartenente alla carriera prefettizia), senza vincoli di residenza e dimora abituale, unità immobiliare non locata di anziani o disabili residenti in istituti di ricovero o sanitari,  in comodato a parenti di primo grado (genitori-figli) come abitazione principale se con ISEE entro 15.000 euro annui. Detrazioni in base alla rendita catastale:
  • 110 euro per immobili con rendita fino a 450 euro,
  • 60 euro per immobili con rendita fra 451 e 650 euro,
  • 30 euro per immobili con rendita fra 651 e 1.500 euro.

=> TASI: aliquote e detrazioni a Roma

Detrazioni TASI a Milano

Aliquota prime case del 2,5 per mille, applicata anche a unità in comodato a parenti di primo grado con ISEE fino a 15mila euro, immobili di anziani in case di riposo, casa assegnata al coniuge e immobili di appartenenti alle forze dell’ordine. Detrazioni per rendita (due scaglioni) + reddito (6 scaglioni misti):
  • 115 euro per immobili con rendita fino a 300 euro
  • 112 euro per immobili con rendita fino a 350,99 euro.
Ecco i 6 scaglioni misti, che dipendono dalla rendita ma si applicano se il reddito del proprietario non supera 21mila euro annui al netto degli oneri deducibili:
  • 99 euro: rendita da 351 a 400,99 euro.
  • 87 euro: rendita da 401 a 450,99 euro.
  • 74 euro: rendita da 451 a 500,99 euro.
  • 61 euro: rendita da 501 a 550,99 euro.
  • 49 euro: rendita da 551 a 600,99 euro.
  • 24 euro: rendita da 601 a 700 euro.

=> TASI a Milano: aliquote e detrazioni

In più c’è un’ulteriore detrazione di 20 euro per ciascun figlio a carico fino a 26 anni con residenza o dimora abituale nell’immobile (massimo 60 euro).  Non si applicano detrazioni se l’immobile è in comodato a parenti di primo grado.

=> TASI a Milano: caos detrazioni

Tutto questo caos, nella speranza che l’Esecutivo metta in pratica quanto a più riprese annunciato dal 2015: unica tassa sulla casa IMU+TASI, magari con bollettini precompilati.  Intanto, non resta che rimboccarsi le mani e mettere mano alla calcolatrice o agli strumenti web che in automatico forniscono l’importo TASI dovuto inserendo le variabili. A questo proposito vi segnaliamo il calcolatore TASI online che PMI.it ha inserito nelle sue pagine sperando di aiutare i lettori nell’arduo compito di arrivare indenni al 16 ottobre.

venerdì 10 ottobre 2014

Riforma Pensioni, un anticipo sino a 5 anni per gli invalidi oltre il 46%


E tu cosa ne pensi? Scrivi a movimentopensionati@iuniscuola.it

Possibilità per gli invalidi per qualsiasi causa, ai quali sia stata riconosciuta un’invalidità superiore al 46 per cento, ma inferiore al 74 per cento, di richiedere per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di un mese di contribuzione figurativa. Fino ad un massimo 5 anni valutabili ai soli fini del diritto alla pensione e dell'anzianità contributiva. E' quanto prevede il ddl 682 presentato al Senato da Nicoletta Favero (Pd) Stefania Pezzopane (Pd), Laura Puppato (Pd) e Laura Bignami (Gruppo Misto). 

Il ddl si pone l'obiettivo di rimediare alla situazione di difficoltà in cui si trovano i lavoratori a cui sia stata riconosciuta un’invalidità superiore al 46% ma inferiore al 74% - che la legge attuale tratta al pari dei lavoratori sani - dando loro la possibilità di richiedere per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di un mese di contribuzione figurativa, fino al limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla pensione e dell’anzianità contributiva. I lavoratori potenziali beneficiari, secondo quanto si legge nella relazione al ddl,  sono stimabili in circa 400 mila unità.
La proposta è "vecchia" in quanto giace in Senato da oltre un anno e la sua discussione non è stata ancora calendarizzata in Commissione Lavoro di Palazzo Madama. Un ritardo che "pesa" ricorda l'Aduc e varie altre associazioni che tutelano i lavoratori invalidi civili: "l'approvazione del testo sarebbe un segnale importante dato che la Riforma Fornero del 2011, che ha previsto un notevole innalzamento dell’età pensionabile, non ha adeguato la normativa alla realtà dei lavoratori invalidi che dovranno continuare a lavorare fino a quasi 70 anni di età nonostante le loro condizioni di salute".

Con il ddl infatti sarebbero estesi benefici previsti dal comma 3 dell’articolo 80 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 che attualmente consente, a decorrere dal 1º gennaio 2002, ai lavoratori sordomuti e agli invalidi per qualsiasi causa, ai quali sia stata riconosciuta un’invalidità superiore al 74 per cento, di richiedere per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa. Il beneficio, nella forma attualmente vigente, è riconosciuto fino al limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla pensione e dell’anzianità contributiva.

La proposta prevede l'estensione di tali benefici anche in favore dei lavoratori ai quali sia riconosciuta un’invalidità superiore al 46 per cento, ma inferiore al 74 per cento. "Questi lavoratori, per i quali è riconosciuto il collocamento obbligatorio, ai fini pensionistici sono equiparati, di fatto, ai lavoratori sani" si legge nella relazione al testo del provvediment

LEGGI TUTTO  Io Invalido del Club in MoVimento TI INFORMO on line: Riforma Pensioni, un anticipo sino a 5 anni per gl...: .

giovedì 9 ottobre 2014

COMUNE DI SAN FELE:IMPOSTE E TRIBUTI

 tu cosa ne pensi? Scrivi a vertenzeonline@iuniscuola.it


Foto news 111

Pubblicata il 07/10/2014

Determinazione aliquota tributo servizi indivisibili (TASI) e scadenze versamento anno 2014

Pubblicata il 07/10/2014
Approvazione del Regolamento comunale per l'applicazione dell'imposta unica comunale (IUC)

La Voce dei Condomini BLOG di Leonardo Donofrio: TASI: casi particolari e calcolo online su PMI.it

Online su PMI.it il calcolatore TASI: guida alla compilazione e ultimi chiarimenti su regole generali e casi particolari.

Calcolatore TASI PMI
Manca poco al 16 ottobre, ultimo giorno per versare l’acconto TASI negli oltre 5mila Comuni che hanno emesso delibera in tempo utile. Un tributo ancora più complicato della già contorta IMU, con una miriade di regole e aliquote differenziate. Per aiutare i suoi lettori PMI.it mette loro a disposizione uno strumento semplice per calcolare online la TASI, dopo aver fornito diversi tutorial sui principali simulatori Web che compilano anche l’F24. L’utilizzo del calcolatore TASI online che vi proponiamo è ancora più immediato: basta compilare i campi completi di istruzioni (attivabili cliccando sul simbolo “i”) per ottenere l’importo annuo complessivo e quello della singola rata. 

=> Vai al calcolatore TASI online su PMI.it

Molto in sintesi, si inseriscono tipologia di immobile (identificati dai relativi codici catastali), si indica se tratta di prima casa oppure no, nel qual caso si riempiono gli eventuali campi, dedicati alla locazione: per il “canone ordinario” si indica la quota di TASI a carico dell’inquilino, deliberata (se il Comune non si è espresso, si applica il 10%). Se l’immobile in affitto è intestato a più coinquilini, ognuno paga la sua quota, che tuttavia non è dovuta se l’importo complessivo è inferiore ai 12 euro (o altra soglia di esenzione decisa dal Comune):

=> Guida TASI degli inquilini e imprese in affitto

Si prosegue con la rendita catastale. Chi non la conosce, può cliccare sul “consulta online“, che rimanda al servizio online dell’Agenzia delle Entrate (visure online gratuite per il calcolo IMU e TASI).
A questo punto, bisogna inserire l’aliquota: il tasto “cerca delibera” porta al relativo servizio del Dipartimento delle Finanze (come leggere le delibere TASI). In caso di dubbi, consultare il sito del proprio Comune, che spesso pubblica una Guida o specchietto riassuntivo con aliquote e detrazioni. Regola generale: aliquota massima prima casa 0,33% (0,25% + maggiorazione 0,08%) con possibili detrazioni; somma TASI+IMU per altri immobili fino a 1,14%; aliquota massima prime case di lusso (A1, A8 e A9) 0,6%.
Si prosegue con quota e mesi di possesso dell’immobile e poi si segna il numero dellepertinenze, su cui si applica l’aliquota prima casa fino a un massimo di tre ma e sola per ogni categoria (C2, C6, C7). Segnando il numero di pertinenze si attiva lo spazio per indicare rendita non rivalutata, percentuale e mesi di possesso.
Quindi, si passa alle detrazioni, indicando quelle del proprio Comune. La regola è che se hanno utilizzato la maggiorazione dello 0,08% devono prevedere agevolazioni sulle prime case, che possono variare con la rendita, il reddito o il nucleo familiare. Il campotitolari detrazione va compilato solo se, precedentemente, sia stata segnata una quota di possesso diversa dal 100%. Infine, si compilano i campi su agibilità e interesse storico e si clicca sul pulsante di calcolo tributo.

Casi particolari

  • Casa in nuda proprietà: paga la TASI l’usufruttuario che vive nell’immobile, titolare del diritto reale. S
  • Inquilino in affitto nella prima casa del proprietario (ha affittato una stanza): paga con aliquota per abitazione principale calcolando poi la sua quota inquilino.
  • Esenzione 12 euro per immobile in comproprietà: a differenza di quanto avviene per gli inquilini, il tetto non si riferisce alle singole quote dei comproprietari ma all’intera TASI sull’immobile.
Per approfondire:

=> Elenco dei 5227 Comuni con acconto TASI a ottobre

=> Tutte le delibere 2014 dei Comuni


La Voce dei Condomini BLOG di Leonardo Donofrio: TASI: casi particolari e calcolo online su PMI.it: