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sabato 29 ottobre 2022

Il giorno dei morti come lucrare l’indulgenza plenari

 

Il giorno dei morti, la storia e come lucrare l’indulgenza plenaria. Il 2 novembre ricorre la festa di tutti i defunti.

Il giorno dei morti, la storia del 2 Novembre


Il 2 novembre è il giorno nel quale si ricordano tutti i morti. E’ una festa di origine molto antica, le cui origini si rintracciano a partire dal IX secolo. Spetta però all’abate Odilone di Cluny fissare, in modo permanente, la data della celebrazione. Il monaco nel 998 d.C. stabilisce che il 2 novembre sia una giornata dedicata a tutti coloro che sono trapassate.

Nel nostro Paese sopravvivono tradizioni remote. La notte fra il primo e due novembre, in molte regioni, si lasciano a portata di mano dei cibi così  che i defunti, tornati sulla terra, possano sfamarsi. In alcuni luoghi non si apparecchia con le posate mentre in altri luoghi si lasciano soltanto latte e pane.

Una consuetudine diffusa in tutto il nostro Paese è la preparazione, per il 2 novembre, di dolci speciali. L’ingrediente che accomuna la maggioranza delle preparazioni è la frutta secca. Invece, i nomi sono differenti ma quasi tutti hanno a che fare con il mondo dei trapassati. In Sicilia, esattamente nel catanese, si sforna il rame di Napoli cioè dei biscotti al cacao ricoperti di cioccolato. Le ossa dei morti, tipiche di molte regioni, si preparano con mandorle, zucchero, farina e uova. Molto simili sono le fave dei morti, biscotti aromatizzati che possono essere sia duri che morbidi. In Liguria si festeggia con le fave secche e le castagne bollite, chiamate ballotti perché venivano infilate in modo da creare una collana.

Il giorno dei morti, indulgenza plenaria

In occasione del due novembre si può lucrare l’indulgenza plenaria che può essere applicata ai defunti. La remissione dei peccati del 2 novembre si applica soltanto una volta e si può ottenere a partire dal mezzogiorno del primo novembre fino alla mezzanotte del 2 novembre.

Le condizioni indispensabili sono la comunione eucaristica, la preghiera del padre nostro secondo le intenzioni del papa, il distacco dal peccato e la confessione. Tutti e  tre i presupposti  possono essere adempiuti fino all’8 novembre. L’indulgenza si lucra inoltre visitando una chiesa, un cimitero o un oratorio.

domenica 9 ottobre 2022

BUON COMPLEANNO SAN GIUSTINO!

 


Festeggiando il tuo compleanno anche se sei lontano e voli in cielo con gli angeli verso l’alto. Tanti auguri!

Nel cielo pieno di stelle, tu sei il più luminoso. Credo che ogni notte tu brilli per farmi  sapere che ci guardi ancora dal cielo.

La tua casa a San Fele, ben curata .

“San Giustino De Jacobis diventa protettore e patrono dei lucani nel mondo






domenica 31 luglio 2022

Domenica 31 luglio San Fele festeggia San Giustino de Jacobis


San Giustino de Jacobis, Protettore dei Lucani nel Mondo Presenti per la celebrazione il Presidente dell’Associazione dei Lucani a Panama Domenico Melillo e un discendente del Santo il Dottor Vittorio De Sanctis che arriverà per l’occasione da Panama.

Una data importante segna, quest’anno, in aggiunta ai festeggiamenti in onore del Santo nativo di San Fele, elevato nel febbraio 2021, Protettore dei Lucani nel mondo, la presenza di due importanti personalità, con la storia del Santo interconnesse. Si tratta di Domenico Melillo Maglione, Presidente dell’Associazione dei Lucani a Panama, assegnatario, il giorno 24 luglio c.m. di uno dei Premi La Perla di Maratea, da parte del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo. Lucano, originario di Moliterno (PZ), emigrato a Panama, è stato premiato per “il suo valore professionale, la sua dedizione per gli ultimi, lo spirito ed il senso di costruire ponti con la nostra regione”. Ha infatti, tra le altre iniziative, contribuito alla messa in opera di un progetto di screening oncologico, attuato dalla Regione Basilicata e destinato a donne fino a quel tempo escluse da ogni forma di assistenza. Ha sempre operato nel mantenere attiva la rete associativa dei Lucani nel mondo in Sudamerica, al fine di fortificare le radici con la terra d’origine, collaborando alla divulgazione della storia di San Giustino de Jacobis, al quale è stata dedicata, nell’estate 2021, una mostra fotografica, allestita a San Fele e Matera. In occasione della mostra, è stato inoltre prodotto un calendario, che, grazie alla traduzione per la prima volta in lingua spagnola della sua vita, è giunto sino ai conterranei residenti a Panama e oltre. Da qui, la scoperta di un filo conduttore, di un legame profondo con la terra sanfelese: un discendente del Santo. Si tratta del dottor Vittorio De Sanctis, residente a Panama, il quale, dotato di un ottimo italiano e di un grande amore per l’Italia, ha confermato la sua presenza in occasione dei festeggiamenti del 31 luglio. Si tratta di una notizia a dir poco sorprendente per la comunità sanfelese, che avrà modo di conoscere da vicino un postero del Santo. Sempre a San Giustino, sarà dedicato, il 2 agosto, dopo la celebrazione della S.S. Messa per tutti i lucani nel mondo prevista per le ore 17.00, opera prima lo spettacolo itinerante “San Giustino De Jacobis. La strada si fa camminando. Racconto itinerante nel borgo di San Fele” (da una idea di Fernanda Ruggiero, presidente dell’Associazione La strada dei fiori ODV, con la Direzione artistica dei Maestri Lucio e Salvatore Mazza e la Compagnia teatrale Clan H) centrato sulla figura di San Giustino De Jacobis; alle ore 18,00 presentazione del progetto, dei collaboratori e dei sostenitori privati e alle 18,30 lo spettacolo prenderà il via da Piazza Garibaldi. Si tratta di due realtà associative di singolare importanza, poiché impegnate, se pur da diverse prospettive, nel racconto e nella conservazione della tradizione, della bellezza e dell’identità culturale. L'Associazione La strada dei fiori ODV Luoghi & Cammini del Mondo nata nel 2012 a San Fele (PZ), promuove la sostenibilità ambientale, la promozione di cammini (come quello che congiunge San Fele a Pierno) e la valorizzazione di antiche tradizioni e sentieri da riscoprire. Avendo quale sede operativa San Fele, terra natia di San Giustino de Jacobis, ha dedicato ampio spazio anche alla valorizzazione delle opere del Santo e alla promozione del Turismo di Ritorno con note agenzie internazionali. Nel 2021 ha organizzato una mostra fotografica itinerante dedicata alla fede e alle tradizioni del borgo sanfelese. Dal 2015 la Strada dei Fiori segue la raccolta di oggetti per il Museo Diffuso che riaprirà dopo due anni il 30 Luglio c.m. e con dedizione dal 2013 segue un giardino nei pressi dell’Abbazia di Pierno con piantumazione e cura di oltre 30 specie di piante. L’associazione culturale teatrale Clan H fondata nel 1973 da Lucio Mazza, attiva nello studio dell’integrazione tra tecniche e stili teatrali atti alla sperimentazione e alla ricerca teatrale, nasce dall’idea di offrire un contributo, alla ricerca di radici e identità, attraverso il teatro, la poesia, i racconti, la cura della narrazione e della comunicazione. La compagnia è un laboratorio continuo, indipendente che, attraverso la formazione, lo studio attoriale, registico e la costruzione di spettacoli, cerca il modo più diretto per comunicare in scena e per raggiungere qualsiasi spettatore. Dal 1973 ha messo in scena spettacoli di varia natura partecipando a rassegne nazionali e internazionali. L’intento dello spettacolo che si svolgerà il 2 nel centro storico di San Fele è quello di ripercorrere le tappe fondamentali della vita del santo, con richiamo a puntali riferimenti storici, accanto ad aneddoti e curiosità, attraverso un percorso itinerante per le strade del borgo sanfelese, con partenza da Piazza Garibaldi verso Via Mazzini, fino a raggiungere la suggestiva ubicazione del Palazzo Frascella e adiacente cortile di Palazzo Stia per culminare sullo slargo del Belvedere sito presso via Boccaccio (per i sanfelesi “Ripë i canë”). Al termine dello spettacolo sarà possibile visitare, con la guida delle animatrici turistiche Denise Giorgio, Gaia Radice e Roberta D'Alfonso, le botteghe del Museo Diffuso, la mostra fotografica dedicata al santo allestita presso il Palazzo Caputi, la Casa e il Pozzo di San Giustino, con arrivo in Piazzale Nocicchio. Il "Museo Diffuso LA CASA CONTADINA", da un'iniziativa caldeggiata e concretizzata dall’Associazione "La Strada dei fiori " e dal "Comitato Pro San Fele in Svizzera", vedrà la riapertura a fine luglio. A darne notizia il presidente della Federazione Lucana in Svizzera, Giuseppe Ticchio. “Le due Associazioni, se pur lontane fisicamente - dice Ticchio - sono legate da un unico obiettivo: l'amore per il proprio Comune d'origine. Infatti, l'intento di questa iniziativa è quello di trasmettere e far conoscere alle generazioni future il modo di vivere dei nostri nonni, con l’esposizione di utensili e reperti della civiltà contadina, ma anche con foto d'epoca. Come diceva J.F. Kennedy: “non chiedete cosa l’America può fare per voi ma quello che voi potete fare per l’America”. Ecco questo, nel nostro piccolo, è lo spirito che ci ha guidati per il raggiungimento di questo ambito traguardo, ispirandoci, anche, al grande presidente degli Stati Uniti. In virtù delle difficoltà economiche dei Comuni, ci siamo comunque impegnati a lasciare in eredità la nostra storia”. Sono queste le occasioni di incontro e condivisione che consentono alle comunità di riscoprire se stesse, la propria storia, le proprie origini e le caratteristiche peculiari che fanno di ogni territorio un unicum, un gioiello da custodire e valorizzare, in nulla replicabile. Dopo due anni di pandemia il nostro obiettivo e di individuare altri spazi lungo la strada che porta alla casa del Santo per creare un progetto turistico culturale di pregio. L’evento del 2 seguirà le regole secondo le normative Covid 19 e sarà possibile solo per un ristretto numero di persone assistere allo spettacolo itinerante e gratuito all’aria aperta. Le prenotazioni sono già possibili presso il punto vendita Vizi e Sfizi o presso il desk informazioni il 1 Agosto durante la presentazione del libro del noto giornalista Giovanni Fasanella, organizzata dalla Federazione dei Lucani, dal Comitato Pro San Fele in Svizzera e dall'Amministrazione Comunale di San Fele alle ore 17,45 sempre in Piazza Garibaldi a San Fele
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mercoledì 27 luglio 2022

Regione Basilicata: il Sindaco di San Fele (Pz) nuovo presidente di gestione del Parco Naturale regionale del Vulture

L’elezione è avvenuta nel corso della seduta del Consiglio regionale della Basilicata, una nomina che però ha sollevato diverse polemiche

Dopo circa due anni di attesa, il consiglio regionale della Basilicata ha eletto il nuovo presidente dell’Ente di gestione del Parco naturale regionale del Vulture. Si tratta del sindaco del Comune di San Fele (Potenza), Donato Sperduto.
I rappresentanti del parlamentino lucano lo hanno eletto con 13 voti favorevoli, tre preferenze sono andate Paolo Appiano e due Mariantonietta Tudisco, gli altri nomi che sono usciti dall’urna di via Verrastro.
Una nomina che ha lasciato una coda di polemiche, con il consigliere regionale del Movimenti 5 stelle, Gianni Leggieri, che subito dopo lo spoglio ha abbandonato l’aula “contro – ha detto – il mancato rispetto delle regole”.
Di tenore analogo anche una successiva nota stampa del gruppo consiliare dei grillini lucani, secondo cui Sperduto, non era in possesso dei requisiti di legge per l’elezione, né della comprovata esperienza amministrativa e di tutela, del patrimonio naturalistico ed ambientale’, condizione che – hanno denunciato – era già emersa nel novembre del 2020 quando, iniziò l’iter per l’elezione del presidente dell’ente parco.
uno schiaffo alla legge regionale, al merito e al buon senso”, hanno concluso Leggeri, Perrino e Colucci.
Dopo l’elezione, l’assise ha proseguito i lavori che hanno portato all’approvazione di alcune proposte di legge l’Assemblea, infatti, a maggioranza, ha licenziato la proposta di legge sull’istituzione del registro regionale dei Comuni con prodotti a Denominazione Comunale.
Il testo, ha spiegato il consigliere Luca Braia, proponente assieme all’atro renziano Mario Polese, è uno strumento efficace per promuovere il territorio, e difendere le tradizioni e i saperi locali.
Approvata anche una proposta di legge di Roberto Cifarelli, del Pd, sull’istituzione del Servizio psicologia scolastica, con l’obiettivo, di fornire un servizio in maniera strutturata e permanente all’interno degli istituti scolastici di ogni grado.
Approvata anche la proposta di Dino Bellettieri di Forza Italia, di istituire l’Albo regionale dei Comuni aderenti al baratto amministrativo, un modello di partecipazione cittadina collegato alla detassazione locale. Saranno infine istituite le palestre della salute, le ha volute Dina Sileo del gruppo misto, una proposta che prevede delle strutture di natura non sanitaria, pubbliche o private, dove si svolgono, su indicazione medica, programmi di esercizio fisico con l’ausilio del chiniesologo.

giovedì 6 gennaio 2022

L'anno che verrà, i "re magi" della politica e la corsa al Quirinale


L'anno che verrà il 2022 potrebbe portarci i "re magi" della politica italiana che forse ci regaleranno il "sovrano" del Quirinale. Nella tradizione cristiana i tre Sire rappresentano i continenti Asia Europa e Africa. Donarono in ossequio al loro pensiero in visita a Gesù bambino: Melchiorre oro per il re dei re, Gaspare incenso per il sacerdote dei sacerdoti, Baldassarre mirra per il sacrificio. Nella metafora: Renzi regala Oro,- i voti necessari per l'elezione -, da ex presidente del consiglio al re dei re di palazzo Chigi del dopo tangentopoli. Rosato estensore della legge elettorale vigente, incenso per il sacerdote dei sacerdoti, che tramite un fratello minore generò la norma elettiva del porcellum. C.Ferri il mediatore dell'incontro tra il giudice di cassazione A. Franco e il nuovo Messia, Mirra-per il sacrificio di avere subito la persecuzione della magistratura -.

Al netto dell'allegoria il Cavaliere dalla quarta votazione a maggioranza semplice, e con un centrodestra compatto e non si crede farebbe la fine di Prodi, anche perché Renzi potrebbe sostenerlo e non è credibile il segretario dell'IV, lo narra la sua storia, quando afferma che non voterà Berlusconi, e le capacità persuasive dell'ottuagenario sono notevoli. Altri nomi ricorrenti sono il dottor Sottile Amato, Craxiano della prima ora che dopo mani pulite lo stesso Ghino di Tacco ritenne un traditore. Un altro è P. Casini, Pierfurby è dal 1983 in Transatlantico, si è barcamenato tra DC, Ccd, Udc, adesso centristi per l'Europa. L'abitante del colle deve essere il garante della Costituzione ruolo svolto egregiamente da Mattarella, Ciampi e Pertini. Poi la storia darà torto ma i tre menzionati non rispettono l'identikit richiesto. La Cartabia si, cattolica, moderata e vicina a Comunione e Liberazione, CV importante prima donna presidente della Corte Costituzionale, la sua indipendenza e l'assenza d'organicità ai partiti ne fanno in questo momento storico il profilo migliore.

FONTE

domenica 2 gennaio 2022

ENRICO CARLOTTO, PRIGIONIERO NEL CASTELLO DI SAN FELE

L’antico castello di San Fele del quale ora rimangono solo alcuni ruderi, fu costruito da Ottone I di Sassonia nel X secolo in funzione anti bizantina, poi importante nel periodo normanno tanto da ospitare anche Re Ruggero II D’Altavilla ed il Papa Onorio II, tra i suoi feudatari è ricordato un certo Tancredi di San Fele citato nel Catalogus Baronum nell’epoca dei re normanni Guglielmo I e Guglielmo II d’Altavilla. Il maniero in epoca sveva divenne luogo della temporanea prigionia di Enrico VII di Germania, figlio di Federico II. Un altro figlio dell’imperatore, Enrico Carlotto, venne confinato nel castello locale, questa volta per mano del fratello Corrado IV.

Enrico Carlotto detto Otto era il figlio secondogenito di Federico II di Svevia e di Isabella D’Inghilterra, della caLsa reale dei Plantageneti figlia di Giovanni Senzaterra re di Inghilterra e di Isabella d’Angouleme e sorella del re d’Inghilterra Enrico III, nonché nipote del più famoso Riccardo Cuor di Leone. Enrico Carlotto nacque a Ravenna il 18 febbraio 1238 e fu nominato Governatore di Sicilia e Re titolare di Gerusalemme dal 1250, ma morì a quindici anni e non ebbe alcuna discendenza.Dopo la morte dello Stupor Mundi,.Enrico Carlotto iniziò una trattativa segreta con Papa Innocenzo IV per una successione ai titoli del padre sia in Italia che in Germania al posto del legittimo successore Corrado IV che nel testamento di Federico II fu nominato erede universale e suo successore sul trono imperiale, su quello di Sicilia e su quello di Gerusalemme come , e assunse i titoli di Duca di Svevia (Corrado III; 1235-1254), Re di Germania(Corrado IV; 1237-1254), re di Sicilia (Corrado I; 1250-1254) e re di Gerusalemme (Corrado II; 1250-1254). Enrico Carlotto dopo la discesa dalla Germania di Corrado IV fu recluso a San Fele e secondo una cronaca monastica fu ucciso a soli 15 anni nel maggio 1253 su ordine dell’imperatore Corrado; il sicario forse Giovanni Moro, altra figura strettamente legata alla Basilicata.
Giovanni era figlio di una schiava saracena, chiamato Moro per il colore della carnagione, era in origine uno dei servi di camera di Federico II. Divenuto custode della Camera personale dell’imperatore, occupò posizioni di grande rilievo e ricevette una baronia. La sua ascesa continuò sotto il regno di Corrado IV, quando divenne capo della camera regis, comandante della fortezza di Lucera e infine gran camerlengo del Regno. Nel 1254, passato dalla parte di papa Innocenzo IV contro Manfredi, fu ucciso dai saraceni rimasti fedeli al re ad Acerenza, in Basilicata. Anche Corrado IV morì nel 1254 e sempre in Basilicata a Lavello dove era accampato con il suo esercito.

martedì 28 dicembre 2021

DISABILITA' ED INCLUSIONE SOCIALE : UNA SFIDA COMUNE

EVENTO RINVIATO

Il 30 Dicemre 2021 alle ore 16:00 presso la sala D.M. Corso Umberto I°  San Fele (PZ) si terrà la presentazione del libro DISABILITA' ED INCLUSIONE SOCIALE : UNA SFIDA COMUNE
"Questo volume si propone di discutere le problematiche connesse alla disabilità secondo l'approccio della Pedagogia speciale e sociale, i cui compiti sono quelli di stimolare e favorire la formazione globale della personalità e promuovere la piena inclusione dei soggetti con bisogni educativi speciali, dalla nascita sino all'età adulta. Nella prospettiva di una migliore qualità della vita per il disabile, il testo aiuta a focalizzare l'attenzione su aspetti come pregiudizio e burocrazia che possono costituire un ostacolo alla piena inclusione, aggravando una condizione di svantaggio preesistente. L'Autrice, nel duplice ruolo di pedagogista e madre di un ragazzo disabile, mette da parte il politically correct e parla della sua esperienza famigliare, del lungo e faticoso percorso di elaborazione emotiva intrapreso, della carenza dei servizi sociosanitari che le famiglie devono subire a partire dal momento in cui scoprono la disabilità, di un sistema di welfare ancora distante dai bisogni reali dell'individuo, e ne promuove il cambiamento, proponendo un modello che si fonda su un approccio sistemico e integrato come il community care".