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mercoledì 19 novembre 2014
CONVOCAZIONE CONSIGLIO COMUNALE IN SESSIONE ORDINARIA
COMUNE DI SAN FELE PER IL GIORNO 25/11/2014 ORE 16,30 IN PRIMA CONVOCAZIONE ED IN SECONDA CONVOCAZIONE PER IL GIORNO 27/11/2014 ORE 16,30
SALA CONSILIARE TONINO SILVESTRO
SALA CONSILIARE TONINO SILVESTRO
Biografia di Danny DeVito
Daniel Michael DeVito nasce il 17 novembre 1944 a Neptune, da famiglia italo-americana originaria di San Fele,
in Basilicata: sua madre è casalinga, mente suo padre gestisce una tintoria. Frequenta l'Oratory Preparatory School di Summit, nel New Jersey, e si diploma nel 1962. Dopo aver lavorato nel salone di bellezza della sorella, Danny frequenta l'Accademia Americana di Arti Drammatiche di New York, intenzionato a diventare un attore. Esordisce nel film di Mario Monicelli "La mortadella", al fianco di Sophia Loren, per poi prendere parte a "Il dittatore dello stato libero di Bananas", di Woody Allen; nel 1973 è nel cast di "Un magnifico ceffo da galera", di Kirk Douglas e Zoran Calic, mentre due anni più tardi recita nel drammatico "Qualcuno volò sul nido del cuculo", accanto a Jack Nicholson, per la regia di Milos Forman, nello stesso ruolo che aveva già portato a teatro all'inizio degli anni Settanta. Dopo aver preso parte a "Il più grande amatore del mondo", diretto da Gene Wilder, recita per Jack Nicholson in "Verso il sud", e partecipa alla sit-com "Taxi", che vede come protagonista Andy Kaufman: nella serie tv, interpreta Louie De Palma, dirigente della Sunshine Cab Company. Il 28 gennaio del 1982 sposa l'attrice Rhea Perlman (che gli darà tre figli, Lucy Chet, Grace Fan e Jacob Daniel); in seguito, recita per James L. Brooks in "Voglia di tenerezza" e per Robert Zemeckis in "All'inseguimento della pietra verde", al fianco di Kathleen Turner e Michael Douglas. Dopo aver partecipato a "Il gioiello del Nilo", di Lewis Teague (sequel di "All'inseguimento della pietra verde"), e a "Palle d'acciaio", di Ken Finkleman (accanto a Judge Reinhold e Bette Midler), ha l'occasione di recitare per Brian De Palma, che nel 1986 lo dirige in "Cadaveri e compari". Nello stesso anno è nel cast di "Per favore, ammazzatemi mia moglie", di David Zucker, Jim Abrahams e Jerry Zucker, mentre nel 1987 è protagonista di "Tin Men - 2 imbroglioni con signora", di Barry Levinson. Nello stesso periodo Danny DeVito decide di cimentarsi dietro la macchina da presa, dirigendo "Getta la mamma del treno", commedia dark in cui recita insieme con Anne Ramsey e Billy Crystal; dopo aver lavorato con Arnold Schwarzenegger in "I gemelli", di Ivan Reitman, torna alla regia con "La guerra dei Roses". Negli anni Novanta si rivela particolarmente attivo, alternando commedie e film drammatici: dopo "I soldi degli altri", di Norman Jewison, e "Batman - Il ritorno", di Tim Burton (dove veste i panni di Pinguino), dirige "Hoffa - Santo o mafioso?", prima di entrare nel cast di "Un eroe piccolo piccolo", di Marshall Herskovitz. Si cimenta anche nel doppiaggio, nel 1993, con "Last action hero - L'ultimo grande eroe", di John McTiernan, e con "Senti chi parla adesso!", di Tom Ropelewski. Penny Marshall lo dirige in "Mezzo professore tra i marines", mentre con Ivan Reitman recita in "Junior". Dopo avere partecipato a "Get shorty", di Barry Sonnenfeld, dirige la commedia "Matilda 6 mitica", prima di tornare al doppiaggio per "Space Jam", dedicato al basket. Danny DeVito Torna a lavorare con Tim Burton per "Mars Attacks!", mentre nel 1997 recita per Curtis Hanson in "L.A. Confidential" ed è tra i doppiatori del cartone animato Disney "Hercules". Sul finire degli anni Novanta, interpreta il film di Francis Ford Coppola "L'uomo della pioggia" (con Matt Damon, tratto dal romanzo di John Grisham) e "Il giardino delle vergini suicide", diretto dalla figlia di Coppola, Sofia. Dopo aver recitato in "Kiss", di Richard LaGravenese, è tra i protagonisti di "The Big Kahuna", film noto ancora oggi per il celebre monologo finale che Danny DeVito interpreta. Nel 1999 appare in "Man on the moon", pellicola (da lui prodotta) di Milos Forman dedicata alla vita di Andy Kaufman; nel 2000 appare in "Chi ha ucciso la signora Dearly?". Dopo aver partecipato a "Lo scroccone e il ladro", di Sam Weisman, e a "Il colpo", di David Mamet, torna a fare il regista in "Eliminate Smoochy", prima di entrare nel cast del demenziale "Austin Powers in Goldmember", di Jay Roach. Nel 2003, a oltre trent'anni di distanza dal loro primo lavoro insieme, ritrova dietro la macchina da presa Woody Allen in "Anything else"; nello stesso periodo appare anche in "Big Fish - Le storie di una vita incredibile", di Tim Burton, e presta la voce a "Duplex - Un appartamento per tre", di cui è anche regista. Dopo un cameo nella sit-com "Friends", al fianco di Jennifer Aniston e Matthew Perry, recita nel cine-panettone italiano di Neri Parenti "Christmas in Love", accanto a Christian De Sica e Massimo Boldi. Nel 2006 è sul grande schermo con "Prima o poi s vengo!", di Billy Kent, e con "Relative strangers - Aiuto! Sono arrivati i miei", di Greg Glienna, ma soprattutto con "Conciati per le feste", film per il quale viene candidato ai Razzie Awards (gli Oscar al contrario) come peggiore attore non protagonista. Nello stesso periodo, appare in "10 cose di noi", di Brad Silberling, e nella sit-com "C'è sempre il sole a Philadelphia". Si interessa, inoltre, al mondo dei documentari, e intraprende una collaborazione con la ClickStar, la compagnia di Morgan Freeman, lavorando per il canale documentaristico Jersey Docs. Suscita scalpore quando, a novembre del 2006, si presenta a un'intervista per il talk show della ABC "The View" in evidente stato di ubriachezza: durante il programma dileggia apertamente George W. Bush, ai tempi presidente statunitense, costringendo la rete a censurarlo in più di un'occasione. Nel 2007 lancia sul mercato il brand "Danny DeVito's Premium Limoncello", un limoncello da lui stesso prodotto in vendita nei supermercati americani. Nel 2008 è nel cast di "Bottle Shock", di Randall Miller, mentre l'anno successivo recita per Sam Harper in "House Broken - Una casa sottosopra". Nel 2012, dopo avere ricevuto una stella sulla Hollywood Walk of Fame per il suo lavoro in televisione, debutta a West End in un remake della commedia di Neil Simon "The sunshine boys", al fianco di Richard Griffiths, vincitore dell'Olivier Award, in scena al Savoy Theatre; nello stesso periodo appare nel film animato "The Lorax", prestando la voce a una guardia forestale innamorata degli alberi, e si separa dalla moglie, inviperita per i continui tradimenti. La coppia, tuttavia, si riconcilia l'anno successivo. Sempre nel 2013, DeVito è voice guest star nell'undicesimo episodio della 24esima stagione dei "Simpson", intitolato "The changing of the guardian". PER SAPERNE DI PIU' CLICCA QUI
in Basilicata: sua madre è casalinga, mente suo padre gestisce una tintoria. Frequenta l'Oratory Preparatory School di Summit, nel New Jersey, e si diploma nel 1962. Dopo aver lavorato nel salone di bellezza della sorella, Danny frequenta l'Accademia Americana di Arti Drammatiche di New York, intenzionato a diventare un attore. Esordisce nel film di Mario Monicelli "La mortadella", al fianco di Sophia Loren, per poi prendere parte a "Il dittatore dello stato libero di Bananas", di Woody Allen; nel 1973 è nel cast di "Un magnifico ceffo da galera", di Kirk Douglas e Zoran Calic, mentre due anni più tardi recita nel drammatico "Qualcuno volò sul nido del cuculo", accanto a Jack Nicholson, per la regia di Milos Forman, nello stesso ruolo che aveva già portato a teatro all'inizio degli anni Settanta. Dopo aver preso parte a "Il più grande amatore del mondo", diretto da Gene Wilder, recita per Jack Nicholson in "Verso il sud", e partecipa alla sit-com "Taxi", che vede come protagonista Andy Kaufman: nella serie tv, interpreta Louie De Palma, dirigente della Sunshine Cab Company. Il 28 gennaio del 1982 sposa l'attrice Rhea Perlman (che gli darà tre figli, Lucy Chet, Grace Fan e Jacob Daniel); in seguito, recita per James L. Brooks in "Voglia di tenerezza" e per Robert Zemeckis in "All'inseguimento della pietra verde", al fianco di Kathleen Turner e Michael Douglas. Dopo aver partecipato a "Il gioiello del Nilo", di Lewis Teague (sequel di "All'inseguimento della pietra verde"), e a "Palle d'acciaio", di Ken Finkleman (accanto a Judge Reinhold e Bette Midler), ha l'occasione di recitare per Brian De Palma, che nel 1986 lo dirige in "Cadaveri e compari". Nello stesso anno è nel cast di "Per favore, ammazzatemi mia moglie", di David Zucker, Jim Abrahams e Jerry Zucker, mentre nel 1987 è protagonista di "Tin Men - 2 imbroglioni con signora", di Barry Levinson. Nello stesso periodo Danny DeVito decide di cimentarsi dietro la macchina da presa, dirigendo "Getta la mamma del treno", commedia dark in cui recita insieme con Anne Ramsey e Billy Crystal; dopo aver lavorato con Arnold Schwarzenegger in "I gemelli", di Ivan Reitman, torna alla regia con "La guerra dei Roses". Negli anni Novanta si rivela particolarmente attivo, alternando commedie e film drammatici: dopo "I soldi degli altri", di Norman Jewison, e "Batman - Il ritorno", di Tim Burton (dove veste i panni di Pinguino), dirige "Hoffa - Santo o mafioso?", prima di entrare nel cast di "Un eroe piccolo piccolo", di Marshall Herskovitz. Si cimenta anche nel doppiaggio, nel 1993, con "Last action hero - L'ultimo grande eroe", di John McTiernan, e con "Senti chi parla adesso!", di Tom Ropelewski. Penny Marshall lo dirige in "Mezzo professore tra i marines", mentre con Ivan Reitman recita in "Junior". Dopo avere partecipato a "Get shorty", di Barry Sonnenfeld, dirige la commedia "Matilda 6 mitica", prima di tornare al doppiaggio per "Space Jam", dedicato al basket. Danny DeVito Torna a lavorare con Tim Burton per "Mars Attacks!", mentre nel 1997 recita per Curtis Hanson in "L.A. Confidential" ed è tra i doppiatori del cartone animato Disney "Hercules". Sul finire degli anni Novanta, interpreta il film di Francis Ford Coppola "L'uomo della pioggia" (con Matt Damon, tratto dal romanzo di John Grisham) e "Il giardino delle vergini suicide", diretto dalla figlia di Coppola, Sofia. Dopo aver recitato in "Kiss", di Richard LaGravenese, è tra i protagonisti di "The Big Kahuna", film noto ancora oggi per il celebre monologo finale che Danny DeVito interpreta. Nel 1999 appare in "Man on the moon", pellicola (da lui prodotta) di Milos Forman dedicata alla vita di Andy Kaufman; nel 2000 appare in "Chi ha ucciso la signora Dearly?". Dopo aver partecipato a "Lo scroccone e il ladro", di Sam Weisman, e a "Il colpo", di David Mamet, torna a fare il regista in "Eliminate Smoochy", prima di entrare nel cast del demenziale "Austin Powers in Goldmember", di Jay Roach. Nel 2003, a oltre trent'anni di distanza dal loro primo lavoro insieme, ritrova dietro la macchina da presa Woody Allen in "Anything else"; nello stesso periodo appare anche in "Big Fish - Le storie di una vita incredibile", di Tim Burton, e presta la voce a "Duplex - Un appartamento per tre", di cui è anche regista. Dopo un cameo nella sit-com "Friends", al fianco di Jennifer Aniston e Matthew Perry, recita nel cine-panettone italiano di Neri Parenti "Christmas in Love", accanto a Christian De Sica e Massimo Boldi. Nel 2006 è sul grande schermo con "Prima o poi s vengo!", di Billy Kent, e con "Relative strangers - Aiuto! Sono arrivati i miei", di Greg Glienna, ma soprattutto con "Conciati per le feste", film per il quale viene candidato ai Razzie Awards (gli Oscar al contrario) come peggiore attore non protagonista. Nello stesso periodo, appare in "10 cose di noi", di Brad Silberling, e nella sit-com "C'è sempre il sole a Philadelphia". Si interessa, inoltre, al mondo dei documentari, e intraprende una collaborazione con la ClickStar, la compagnia di Morgan Freeman, lavorando per il canale documentaristico Jersey Docs. Suscita scalpore quando, a novembre del 2006, si presenta a un'intervista per il talk show della ABC "The View" in evidente stato di ubriachezza: durante il programma dileggia apertamente George W. Bush, ai tempi presidente statunitense, costringendo la rete a censurarlo in più di un'occasione. Nel 2007 lancia sul mercato il brand "Danny DeVito's Premium Limoncello", un limoncello da lui stesso prodotto in vendita nei supermercati americani. Nel 2008 è nel cast di "Bottle Shock", di Randall Miller, mentre l'anno successivo recita per Sam Harper in "House Broken - Una casa sottosopra". Nel 2012, dopo avere ricevuto una stella sulla Hollywood Walk of Fame per il suo lavoro in televisione, debutta a West End in un remake della commedia di Neil Simon "The sunshine boys", al fianco di Richard Griffiths, vincitore dell'Olivier Award, in scena al Savoy Theatre; nello stesso periodo appare nel film animato "The Lorax", prestando la voce a una guardia forestale innamorata degli alberi, e si separa dalla moglie, inviperita per i continui tradimenti. La coppia, tuttavia, si riconcilia l'anno successivo. Sempre nel 2013, DeVito è voice guest star nell'undicesimo episodio della 24esima stagione dei "Simpson", intitolato "The changing of the guardian". PER SAPERNE DI PIU' CLICCA QUI
martedì 18 novembre 2014
CLASSIFICA CITTA’ SICURE / Furti e borseggi: Milano al primo posto seguita da Rimini, Bologna e Torino
E’ la regione a più alto rischio ambientale in questo momento la Basilicata.
Tuttavia, secondo i dati del ministero dell’Interno elaborati dal Sole 24 ore, nel 2013 la provincia di Matera (che si classifica al 105/o posto su 106) è stata la seconda più sicura: è quanto emerge dall’elaborazione dei dati del Ministero dell’Interno pubblicati oggi dal quotidiano “Il Sole 24 ore”. La provincia di Potenza (99/a) è all’ottavo posto, tra le migliori. Tra le varie tipologie di reati prese in considerazione, Matera – con 55,2 borseggi ogni centomila abitanti – fa segnare un +94,7 per cento rispetto al 2012.
Milano, Rimini, Bologna e Torino sono le province più a rischio.
I reati denunciati nel 2013 su tutto il territorio sono cresciuti del 2,6%, con incrementi più marcati per i furti in casa, che aumentano del 6%, e dei borseggi, che schizzano su del 12%.
Secondo il report del ministero dell’Interno, riportato oggi dal Sole 24Ore, i delitti denunciati nel 2013 ammontano a 2,9 milioni, il 2,6% in più rispetto al 2012. Milano e Rimini “vantano” oltre 8mila delitti ogni 100mila abitanti, il doppio rispetto alla media italiana che si attesta intorno ai 4,756.
“Mentre Milano, dopo Roma (quinto posto alle spalle di altre due città del CentroNord, Bologna e Trento), ha il record per volume totale – spiega Rossella Cadeo sul Sole 24Ore – Rimini si limita a 27mila e deve l’indesiderato secondo posto alla sua vocazione turistica che è sì fonte di reddito, ma anche di occasioni criminose”.
Per quanto riguarda Napoli sono le rapine a farla da padrone: 270 casi ogni 100mila abitanti, il quadruplo rispetto alla media nazionale. Ciò nonostante Napoli non è nemmeno tra le dieci città più insicure d’Italia, in barba a ogni consueto pregiudizio perché sommando i dati di altri tipi di reati (borseggi, furti di appartamento e altro ancora) non entra nella top ten delle peggiori.
Per quanto riguarda i furti in casa a sorpresa la città meno sicura è Asti dove i furti in appartamento sono aumentati del 44%. Qui, infatti, si contano quasi mille furti ogni 100mila abitanti, oltre il doppio rispetto alla media nazioanle e ben lontano dai circa 700 messi a segno a Pavia e Torino. Un boom di colpi in casa è stato riscontrato dal Viminale anche a Lodi e Sondrio, mentre i residenti di Crotone, Potenza, Napoli e Campobasso sono quelli che hanno meno problemi! Anche qui, tutte città del sud tra le migliori.
Nei borseggi, infine, primeggia ancora Rimini. Che batte anche Bologna, Milano, Torino, Venezia e Roma. Napoli? Non c’è.
Città più sicura, infine, è Benevento. Seguita da Matera, Enna, Oristano, Avellino e Crotone. Insomma al Sud si vive meglio e più tranquilli, in barba a ogni pregiudizio.
lunedì 17 novembre 2014
La Voce degli Anziani : Pensioni d’oro senza limiti, tagliate le altre dal 2015.
Segno negativo per il PIL (-0,3%) quest’anno e l’effetto si sentirà anche sugli assegni delle pensioni, che verranno tagliati in maniera consistente. È il risultato dell’applicazione del metodo contributivo e della rivalutazione dei montanti adottati con la Riforma delle Pensioni Fornero (Legge 214/2011) con la quale dal 2011 si è detto definitivamente addio al metodo retributivo. A questa situazione fa da contraltare quella delle pensioni d’oro, salvaguardate da una misteriosa sparizione del comma che stabiliva un tetto massimo per l’assegno rispetto al valore dell’ultimo stipendio.
Segno negativo per il PIL (-0,3%) quest’anno e l’effetto si sentirà anche sugli assegni delle pensioni, che verranno tagliati in maniera consistente. È il risultato dell’applicazione del metodo contributivo e della rivalutazione dei montanti adottati con la Riforma delle Pensioni Fornero (Legge 214/2011) con la quale dal 2011 si è detto definitivamente addio al metodo retributivo. A questa situazione fa da contraltare quella delle pensioni d’oro, salvaguardate da una misteriosa sparizione del comma che stabiliva un tetto massimo per l’assegno rispetto al valore dell’ultimo stipendio.=> Calcolo Pensione con Sistema Contributivo
PENSIONI SVALUTATE
Il metodo contributivo lega l’ammontare della pensione al totale di contributi versati durante la vita lavorativa, in più l’assegno pensionistico si calcola sulla base del tasso di capitalizzazione. La rivalutazione dei montanti contributivi viene calcolata alla fine dell’anno in rapporto al Prodotto Interno Lordo (PIL) valutato sulla base dei dati ISTAT degli ultimi cinque anni. Per arrivare all’importo definitivo della pensione, il tutto deve poi essere moltiplicato per il coefficiente di trasformazione, che dipende invece dalle aspettative di vita.
=> Riforma Pensioni: novità della Legge di Stabilità 2015
Dal 2009 ad oggi, però, si è assistito acinque anni di crisi economica, il tasso di capitalizzazione ha assunto così un valore negativo di -0,1927%, andando a causare una pesante svalutazione delle pensioniche non migliorerà di molto nei prossimi anni, viste le previsioni sul PIL: +0,5% nel 2015 e +1% nel 2016. Una situazione decisamente dura per i pensionati, il cui potere d’acquisto dal 2009 è crollato del -4%.
=> Potere d’acquisto pensioni in calo: le proposte
PENSIONI D’ORO
Diversa la posizione delle pensioni d’oro, sulle quali il Codacons denuncia il mistero della sparizione della clausola di salvaguardia contenuta nella Legge Fornero, che fissava un tetto alle pensioni più ricche. Più in particolare la Legge 214/2011 prevedeva che dal 1° gennaio 2012 i nuovi contributi dei dipendenti per i quali il calcolo della pensione fosse stato effettuato tutto col vecchio sistema retributivo, perché avevano già più di 18 anni di anzianità al momento della Riforma delle Pensioni Dini del 1995, dovevano essere calcolati con il sistema contributivo.
=> Spending Review 2014: blocco pensioni d’oro ed esuberi
Il Codacons spiega:
«All’art. 24 infatti si stabiliva che, a partire dal primo gennaio 2012, i lavoratori che pur avendo raggiunto i 40 anni di anzianità decidevano di rimanere in servizio fino ai 70 o ai 75 anni, avrebbero percepito una pensione non superiore all’80% del valore dell’ultimo stipendio».
La sparizione di questa clausola va ad abolire il tetto per le pensioni più alte e avrà come conseguenza:
«Che ora circa 160.000 lavoratori che hanno già raggiunto i 40 anni di anzianità possono contare su un incremento progressivo della pensione, il cui importo sarà addirittura superiore a quello dell’ultimo stipendio percepito. Un danno per la collettività stimato in 2,6 miliardi di euro in 10 anni».
Si parla di vitalizi superiori all‘ultima busta paga fino al +115%. Per questo il Codacons ha chiesto alla Procura di Roma, alla Corte dei Conti e al Tribunale dei Ministri di:
«Aprire una indagine per accertare la causa della cancellazione di tale norma dalla Legge 214 del 2011, e verificare la sussistenza di fattispecie penalmente rilevanti con particolare riguardo allo sperpero di risorse pubbliche a danno della collettività».
LEGGI : Segno negativo per il PIL
«All’art. 24 infatti si stabiliva che, a partire dal primo gennaio 2012, i lavoratori che pur avendo raggiunto i 40 anni di anzianità decidevano di rimanere in servizio fino ai 70 o ai 75 anni, avrebbero percepito una pensione non superiore all’80% del valore dell’ultimo stipendio».
«Che ora circa 160.000 lavoratori che hanno già raggiunto i 40 anni di anzianità possono contare su un incremento progressivo della pensione, il cui importo sarà addirittura superiore a quello dell’ultimo stipendio percepito. Un danno per la collettività stimato in 2,6 miliardi di euro in 10 anni».
«Aprire una indagine per accertare la causa della cancellazione di tale norma dalla Legge 214 del 2011, e verificare la sussistenza di fattispecie penalmente rilevanti con particolare riguardo allo sperpero di risorse pubbliche a danno della collettività».
La Voce degli Anziani : Pensioni d’oro senza limiti, tagliate le altre dal...
mercoledì 12 novembre 2014
La Voce dei Condomini BLOG di Leonardo Donofrio: Riforma Catasto al via: si rischia aumento tasse
Approvato il primo decreto delegato per la Riforma del Catasto: le nuove commissioni revisioneranno gli estimi al fine di rivalutare le rendite degli immobili, ma dietro l'angolo c'è lo spettro rincaro IMU e TASI.
Più vicina la Riforma del Catasto, con l’approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto sullecommissioni censuarie: 106 organismi che dovranno rivedere i parametri per i valori catastali di circa 62 milioni diimmobili adeguandoli a quelli di mercato, in attuazione dell’articolo 2, comma 3 , lettera a, della legge 23/2014. Il decreto passato in CdM il 10 novembre dà quindi il primo via libera alla Riforma del Catasto inserita nella Delega Fiscale, con la revisione dei criteri di valutazione delle rendite – conteggiando metri quadri e non più numero di vani, valorizzando una serie di caratteristiche dell’immobile (ubicazione, quantità, anno di costruzione) – con effetti sulla tassazione (IMU e TASI) ed anche sull’ISEE.
=> Catasto, al via la revisione delle rendite
Riforma e caro tasse
La Riforma del Catasto – che non dovrebbe essere completata prima di alcuni anni – dovrebbe comportare una rivalutazione dal 30% fino al 180% delle rendite immobiliari. Pensata per renderle più attuali anche e soprattutto ai fini fiscali, con i recenti orientamenti che vedono confluire IMU e TASI in una Local Tax di competenza comunale senza tetti standard sullealiquote, raddoppierebbe il rischio di carico delle imposte sugli immobili invece di compensarlo. Se non saranno ridotte le aliquote per TASI e IMU si andrà a pagare di più. Federconsumatori e di Adusbef stimano un rincaro di 230-260 euro l’anno. L’unica garanzia per il contribuente è un generico riferimento nella norma sulla riforma catastale alla ”invarianza di gettito”.
=> IMU e TASI nella Local Tax: aumento tasse in arrivo
Revisione rendite: la roadmap
Le commissioni locali si devono insediare entro un anno dall’entrata in vigore del decreto legislativo: 1° novembre 2015. Appena operative, avranno il compito di validare le funzioni statistiche determinate dall’Agenzia delle Entrate, alla base della revisione dell’estimo catastale esprimendo la relazione tra valore di mercato, localizzazione e caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale e ambito territoriale, anche in uno stesso Comune. Una commissione centrale deciderà sui ricorsi dell’Agenzia delle Entrate e dei Comuni in materia di categorie, qualità, classi e tariffe d’estimo di terreni e fabbricati, esercitando poteri sostitutivi in caso di necessità.
Le commissioni
Le commissioni locali sono formate da 6 componenti effettivi e altrettanti supplenti – nominati dal presidente del Tribunale della circoscrizione competente, su segnalazione di Agenzia delle Entrate, ANCI e Prefetto – scelti fra rappresentanti delle amministrazioni coinvolte, magistrati, professionisti, docenti qualificati in materia di economia e di estimo urbano e rurale, esperti di statistica e di econometria. La Commissione centrale è invece formata da 25 membri effettivi (4 di diritto, il direttore dell’Agenzia delle Entrate e 3 direttori centrali dell’Agenzia) e 21 supplenti, più il presidente. Non possono essere componenti delle commissioni i parlamentari, i membri del governo e delle giunte regionali e comunali, soggetti che ricoprono incarichi direttivi o esecutivi nei movimenti politici, i prefetti. Tra imotivi di incompatibilità vi sono anche l’appartenenza alla Guardia di Finanza, ai Corpi di polizia, alle Forze armate, la rappresentanza di contribuenti nei rapporti con l’amministrazione finanziaria o con i Comuni nell’ambito di controversie tributarie. L’incarico dura cinque anni.
lunedì 10 novembre 2014
Torneremo tutti agricoltori, e sarà la nostra salvezza
Dal biologico alla bioeconomy, l’Italia agricola è in pieno boom, a colpi di saperi e di innovazione ( by LINKIESTA )Forse ha ragione Nietzsche, forse la storia è davvero un eterno ritorno dell’eguale. Negli anni ’50 eravamo una terra di agricoltori diventati operai. Nel giro di vent’anni gli operai sono diventati impiegati. Il problema sono i figli degli impiegati, cui era stata promessa la luna di un lavoro creativo, senza cravatte, gerarchie, noia. E che, complice la crisi economica, si sono ritrovati, molto più prosaicamente, senza un lavoro. Molti di loro ancora non si sono rassegnati a cercare il loro personale eldorado nella giungla del terziario avanzato. Altri, invece, sono tornati al punto di partenza, ai campi e alla terra: nel 2013, le iscrizioni ai dipartimenti di agraria in tutta Italia sono aumentate del 40% circa.
Pauperismo, anti-capitalista? Decrescita felice? Niente di tutto questo. Al contrario, nel 2013, il valore aggiunto dell’agricoltura italiana è cresciuto del 4,7%, mentre il Pil italiano cadeva di quasi due punti percentuali. Nello stesso periodo, anche l’export agricolo italiano è cresciuto del 5%. A differenza di quel che è accaduto in altri settori, questa crescita ha avuto effetti benefici anche sull’occupazione. Nel secondo trimestre del 2014 - periodo di calo del Pil, tanto per contestualizzare il dato – l’occupazione del settore agricolo è cresciuta del 5,6%.
I numeri di un primato
Dati sorprendenti, questi, ma non certo frutto di una strana e fortunata congiunzione astrale. Pochi se ne sono accorti, in questi anni, ma l’agricoltura è una delle poche vere eccellenze che sono rimaste a questo paese. Come ben racconta l’ultimo rapporto di Fondazione Symbola dedicato all’agricoltura, sono ben 77 i prodotti in cui la quota di mercato mondiale dell’Italia è tra le prime tre al mondo, 23 – pasta, pomodori, aceto, olio, fagioli, tra questi - in cui è la prima.

La nostra capacità di primeggiare è figlia, soprattutto, della grande qualità delle nostre produzioni. Non è un caso, peraltro, che non ci sia agricoltura in Europa – e poche al mondo – che abbiano una capacità di generare valore aggiunto quanto quella italiana. Da noi, un ettaro di terra, produce 1989 euro di valore aggiunto: ottocento euro in più della Francia, il doppio di Spagna e Francia, il triplo dell’Inghilterra.

Che ci crediate o meno, la nostra – con le sue 814 tonnellate di gas serra emesse per ogni milione di euro di prodotto - è anche una delle agricolture più “pulite” d’Europa. Molto più di quella inglese, ad esempio, che di tonnellate ne emette 1935, o di Germania e Francia, rispettivamente 1.339 e 1.249. È anche una delle più sicure, nonostante tutto: lo scorso anno, solo lo 0,2% dei prodotti agricoli made in Italy ha presentato residui chimici con valori oltre la norma. In Europa questa percentuale è salita all’1%, sino ad arrivare all’1,9% della Francia e al 3,4% della Germania.

Altro dato piuttosto sorprendente è la nostra primazia nell’economia delle produzioni biologiche. Nessun paese Europeo ha tanti produttori quanti ne ha l’Italia, che ne può contare ben 43.852, il 17% di tutti i produttori europei. Se allarghiamo lo sguardo oltre i confini continentali, siamo anche sesti al mondo per ampiezza delle superfici a biologico, che crescono a un ritmo di 70mila ettari l’anno.

Chiamatela bioeconomy
Il risultato di quest’eccellenza è il frutto dell’innesto di menti giovani e di pensieri innovativi dentro mestieri antichi: oggi, un’azienda agricola su tre è guidata da persone che hanno meno di trentacinque anni. Non ci sono solo loro e non c’è solo l’anagrafe, tuttavia. L’intreccio con nuovi saperi e nuove tecnologie sta davvero cambiando i connotati all’agricoltura: «Un tempo agricoltura era sinonimo di coltivazioni con finalità alimentari, oggi non è più così», spiega Gianluca Carenzo, Direttore del Parco Tecnologico Padano di Lodi, centro di eccellenza nel settore delle biotecnologie e dell’agroalimentare: «Oggi – continua - l’agricoltura è una piattaforma su cui si innestano molteplici tipi di industrie, dalla alimentare alla chimica, dall’energia al tessile».
Ciò di cui parla Carenzo ha un nome: si chiama bioeconomy e comprende tutte le produzioni sostenibili di risorse biologiche rinnovabili e la loro conversione, come ad esempio quella dei flussi di rifiuti in cibo, mangimi, o prodotti bio-based, come le bioplastiche, i biocarburanti e bioenergia. Un macro-settore, questo, che seppur neonato in Italia vale già 241 miliardi di euro e occupa 1,6 milioni di persone. Al suo interno sono nate e crescono colossi come Novamont o piccole realtà innovative come Bio-on, giovane impresa modenese che produce plastiche dagli scarti della lavorazione delle barbabietole da zucchero e che venerdì 23 ottobre 2014 si è quotata con successo in Borsa, nel listino Aim dedicato alle piccole e medie imprese. O ancora, come la bioraffineria di Beta Renewables di Crescentino, in provincia di Vercelli, la prima di seconda generazione al mondo, che produce 75 milioni di litri di etanolo l’anno usando soltanto le biomasse di scarto – paglia di riso, soprattutto - disponibili in un raggio di 70 km dallo stabilimento.
«Nelle start up che incubiamo nel Parco Tecnologico Padano – spiega ancora Carenzo – lavorano assieme giovani laureati in agraria, ingegneri, informatici. Il loro potenziale innovativo sta tutto nel mix delle diverse competenze». Due anni fa, il Parco ha lanciato il concorso Alimenta 2 Talents, finalizzato a offrire formazione, risorse e le competenze dei ricercatori del Parco alle più innovative startup del settore. Tra i finalisti del 2013 ci sono realtà come Orange Fiber, che crea tessili sostenibili da rifiuti di agrumi – 700mila tonnellate solo in Italia - utilizzando le nanotecnologie. O come The Algae Factory che produce pasta, cosmetici e altri prodotti a base di alga spirulina. O, ancora, come Coffee Reloaded, che si occupa di usare i fondi di caffè – in Italia ne vengono consumati 45 quintali al giorno – come fertilizzanti.
Sia che si parli di agricoltura per uso alimentare, sia che si parli di bioeconomy, l’Expo dell’anno prossimo potrebbe davvero essere un trampolino di lancio: «Siamo crescendo – spiega ancora Carenzo – anche se ci muoviamo senza alcuna strategia nazionale sul tema». Per Expo, continua, «dobbiamo farci trovare pronti: è una straordinaria occasione per capire se e come potremo declinare le nostre tecnologie in un contesto globale che ci pone tante domande. Una su tutte, come si possono sfamare, vestire, riscaldare nove miliardi di persone senza distruggere il pianeta». Forse la nuova agricoltura non salverà solo l’Italia, insomma.
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